Dai nuovi target tumorali ai brevetti, ecco cosa prevede il Progetto Italia Car-T

Per il progetto di fattibilità sulle “Car T di Stato”, commissionato al Governo da un ordine del giorno della Camera dei deputati allegato all'ultima legge di Bilancio, sono disponibili 10 milioni di euro. Somma che basterà per la parte preclinica ma non per il coordinamento dei trial

Progetto Italia Car-T

Lo scorso 29 aprile il Gruppo di lavoro sulle terapie Car-T del ministero della Salute, aveva inviato alla commissione Cultura della Camera il Piano per lo sviluppo in Italia della tecnologia oncologica. Nel dettaglio il Progetto Italia Car-T Cells – che sarà operativo solo dopo l’esame della commissione – prevedere sei gruppi di lavoro attivi su altrettanti sotto progetti, come rivela in anteprima Radiocor del Gruppo 24ore.

Le sei aree su cui si concentreranno le attività dei centri Italiani sono: identificazione di nuovi target tumorali sia nell’ambito dei tumori ematologici, sia delle neoplasie solide; validazione della ricerca su modelli animali; focus sull’efficacia delle terapie; ricerca mirata sulla sicurezza e quindi sui profili di tossicità; ottimizzazione dei processi produttivi; coordinamento sul tema della proprietà intellettuale e della copertura brevettuale.

Le officine pubbliche

Il Progetto Italia Car-T  prevede inoltre lo sviluppo di una rete di officine pubbliche per la produzione delle terapie Car T. Una soluzione terapeutica con percentuali di guarigione del 40% ma su cui i pazienti italiani sono in attesa: i prodotti Kymriah (Novartis) e Yescarta (Gilead) autorizzati nei mesi scorsi dall’Agenzia europea del farmaco (Ema) sono tutt’ora fermi al comitato prezzi e rimborso di Aifa.

Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e direttore del Dipartimento di Ematologia e Oncologia pediatrica dell’Ospedale-Irccs Bambino Gesù di Roma, spiega che “il documento punta a creare una massa critica tra Istituti di ricerca a carattere scientifico, altri istituti in prima linea sulle immunoterapie e la società privata MolMed, per sviluppare in due anni percorsi preclinici, che, se tutto andrà bene, sfoceranno in clinical trial. L’iniziativa mette a fattor comune una rete di eccellenze italiane ed è aperta a qualsiasi altro soggetto abbia le competenze e l’interesse a partecipare”.

Un buon inizio (ma non basta)

Al momento per il progetto di fattibilità sulle “Car T di Stato”, commissionato al Governo da un ordine del giorno della Camera dei deputati allegato all’ultima legge di Bilancio, sono disponibili 10 milioni di euro. Somma che potrà bastare per la parte preclinica, come precisa Locatelli, ma non per lo sviluppo degli studi clinici. Pensando al presente però Locatelli ricorda come già solo “mettere a punto un modello per l’identificazione di nuovi target terapeutici anche per le neoplasie solide e definire meccanismi atti a spiegare le potenziali tossicità delle Car-T, è un obiettivo straordinariamente importante”.

A.A.A. aziende farmaceutiche cercasi

Intanto presso il comitato prezzi e rimborso Aifa la trattativa è ferma. “Ci tengo a sottolineare – conclude Locatelli – che si tratta di situazioni e percorsi diversi e separati. Il programma di sviluppo che il ministero della Salute porta avanti con Alleanza contro il cancro, con la rete degli Irccs oncologici e con gli istituti ‘esperti’ che lavorano sulle immunoterapie e a cui partecipa MolMed, ha l’obiettivo preciso di arrivare a una traslazione clinica nel minor tempo possibile e nel migliore interesse dei malati.  È chiaro che il progetto è aperto al contributo delle aziende farmaceutiche interessate”.