Professioni healthcare, il futuro del medico anche nella ricerca clinica

Se ne è parlato all'Università Campus Bio-Medico di Roma. Mugelli (Sif): "Il medico non è più solo quello in camice bianco, ma può diventare uno scopritore di possibilità di cura"

Non più solo in corsia. Oggi i medici servono anche nel settore farmaceutico. È questo il messaggio emerso dall’incontro. “Il farmaco dalla ricerca di base alla terapia: sinergie tra accademia e impresa sulle nuove prospettive occupazionali del settore farmaceutico”, in Università Campus Bio-Medico di Roma
All’evento hanno partecipato Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, Alessandro Mugelli, presidente della Società italiana di farmacologia e Giorgio Minotti, preside della Facoltà dipartimentale di Medicina e chirurgia, Università Campus Bio-Medico di Roma.

Il futuro della professione

“Se è vero che oggi il 65% dei bambini che frequenta la scuola elementare inizia a studiare per una professione che ancora non esiste, è pur vero che oggi molti dei nostri studenti non sanno che possono percorrere delle strade professionali che già esistono e attendono di essere imboccate. Il medico quindi non è più solo quello in camice bianco, ma può diventare uno scopritore di possibilità di cura. Ed ecco allora che si aprono una serie di bivi professionali, che spesso però i nostri studenti non conoscono”, ha affermato Minotti. “Noi siamo settore che produce vita, produce valore, farmaci e per portare avanti tutte queste attività ci servono le competenze mediche”, ha affermato Scaccabarozzi.

Le figure più ricercate

Sono soprattutto le direzioni scientifiche e della ricerca le figure più richieste dalle industrie del farmaco. “Abbiamo difficoltà a trovare proprio medici, perché spesso i laureati in medicina sono spaventati dalla mancanza dell’attività clinica, non sapendo che si può esercitare anche da noi. Infatti, nelle nostre aziende portiamo avanti proprio progetti di ricerca clinica”, prosegue Scaccabarozzi. Non solo medici però. Tutte le figure scientifiche sono chiamate a dare il loro contributo nella ricerca farmaceutica. Come ha sottolineato Mugelli “nella ricerca del farmaco c’è spazio per persone che hanno conoscenze nel campo della biologia e della chimica, gli spazi sono tantissimi. Si va dall’identificazione di nuovi principi attivi, alla farmacogenomica che sta rivoluzionando il mondo della terapia”.