Confindustria dispositivi medici: “Approvare presto Sunshine Act e semplificare Codice appalti”

A nome delle imprese del settore, il presidente Massimiliano Boggetti auspica un iter celere per il provvedimento all’esame del Senato. Per migliorare il contrasto alla corruzione serve anche uno “snellimento delle norme” in materia di acquisti. In arrivo dieci proposte

confindustria dispositivi medici

Le imprese dei medical device auspicano una “rapida approvazione” del Sunshine Act, la proposta di legge per la trasparenza dei “trasferimenti di valore” in sanità già licenziata dalla Camera e ora all’esame del Senato. A dirlo, in una nota, è Massimiliano Boggetti, presidente di Confindustria dispositivi medici. Boggetti auspica anche uno “snellimento normativo del Codice degli appalti”, annunciando che presto al rappresentanza industriale formulerà dieci proposte in merito.

Sunshine Act

A proposito del Sunshine Act, Boggetti spiega: “Siamo convinti che la trasparenza sia la migliore garanzia di un corretto rapporto tra industria e operatori sanitari, senza il quale non può esserci innovazione tecnologica perché se dalla ricerca medico-scientifica si sviluppano nuove soluzioni terapeutiche, è poi l’industria che le produce, le perfeziona e le rende accessibili a tutti. Pertanto condanniamo tutte le forme di corruzione e di distorsione per poter lavorare in modo trasparente per lo sviluppo tecnologico in medicina nell’interesse del paziente”.

Regole più snelle

Per il presidente di Confindustria dispositivi medici il Sunshine Act è un importante passo verso la creazione di un ecosistema capace di attrarre imprese e innovazioni”. Ma non basta: “Siamo anche convinti – sottolinea Boggetti – che per raggiungere pienamente questo obiettivo siano necessari altri atti di semplificazione e trasparenza normativa”. A cominciare da “una riforma che renda la giustizia più veloce e certa” e da “uno snellimento normativo del Codice degli Appalti che consenta a tutti gli attori del sistema di agire in modo chiaro” grazie a regole semplici. “Non dimentichiamo che – conclude Boggetti – dove ci sono troppe norme si crea minore chiarezza ed è proprio qui che può annidarsi la corruzione”.