Elezioni europee: cosa chiede l’industria della salute animale

Un documento di AnimalhealthEurope riassume le richieste del comparto, suggerendo sei azioni per garantire cure e innovazione. Il commento di Arianna Bolla, presidente di Aisa. Dal primo numero di AboutPharma Animal Health

elezioni europee

Applicare rapidamente le nuove regole, sostenere la ricerca per i farmaci innovativi, promuovere l’uso di vaccini e strumenti diagnostici per giocare d’anticipo contro le malattie. Sono queste alcune delle priorità che l’industria della salute animale indica all’Europa per i prossimi cinque anni. Lo fa con un manifesto pubblicato da AnimalhealthEurope, l’associazione che rappresenta le imprese del settore nel Vecchio Continente, in vista delle elezioni europee di fine maggio. Ad AnimalhealthEurope aderisce Aisa, l’associazione italiana delle imprese della salute animale.

I punti chiave

Il titolo del documento, tradotto in 17 lingue, è “Sei modi concreti con cui l’Ue può assumere un ruolo guida nella protezione della salute degli animali”. Queste, in sintesi, le sei azioni suggerite:

  • garantire l’applicazione scientifica e tempestiva delle nuove normative sui medicinali ad uso veterinario e sui mangimi medicati fornendo le soluzioni disponibili in materia di salute animale in tutti i mercati e per tutte le specie animali;
  • sostenere l’attività dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), nel determinare quali medicinali veterinari devono essere disponibili e quali condizioni devono essere imposte sul loro uso;
  • dare priorità agli investimenti nelle nuove ricerche per farmaci innovativi a livello nazionale ed europeo attraverso programmi come Horizon Europe;
  • promuovere un contesto normativo che favorisca l’immissione sul mercato di presidi terapeutici all’avanguardia nel campo della medicina veterinaria;
  • incentivare un approccio integrato per combattere le malattie e ridurre la resistenza antimicrobica tramite l’uso dei vari strumenti disponibili (es. vaccini e indagini diagnostiche);
  • adottare una strategia che sostenga in modo specifico l’innovazione per garantire il continuo sviluppo di questi strumenti e sensibilizzare sulla loro capacità di trattare una vasta gamma di malattie degli animali, comprese quelle infettive emergenti.

Il lavoro regolatorio

Comprensibile che l’applicazione concreta dei nuovi Regolamenti Ue sui farmaci veterinari e mangimi medicati sia in cima alle priorità dell’industria. “Il lavoro regolatorio – spiega Arianna Bolla, presidente di Aisa – non si è interrotto con la pubblicazione dei due nuovi regolamenti. Prima della loro entrata in vigore, fra tre anni, devono essere chiariti alcuni punti cruciali lasciati all’interno dei cosiddetti atti delegati, che sono strumenti che completeranno i regolamenti al momento della loro operatività. Di primaria importanza, per temi di salute pubblica che riguardano tutti, sarà quello che includerà la lista degli antibiotici critici il cui uso non sarà permesso in veterinaria o sarà fortemente limitato. Inoltre, stanno per essere scritte le regole che governeranno lo scambio di informazioni all’interno dell’Unione tramite l’uso di database comuni accessibili in alcuni casi anche al pubblico”. Altre partite sono ancora aperte: “Per l’industria che rappresento – continua Bolla – sarà anche la stesura delle buone pratiche di distribuzione che coinvolgeranno tutti gli attori della filiera del farmaco”, mentre per quanto riguarda i mangimi medicati l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) “ha l’incarico di stabilire livelli massimi di contaminazione crociata ritenuti sicuri quando si produce un mangime senza medicazione dopo la produzione di un mangime con l’aggiunta di medicazione”. Livelli standard per ogni Paese Ue che “entreranno in vigore insieme al rispettivo regolamento”.

Meno burocrazia, più ricerca

Sul piano della sviluppo industriale e della competitività, la presidente Aisa rileva l’importanza di “promuovere l’adozione di norme che facilitino l’immissione sul mercato di farmaci innovativi e che riducano le incombenze amministrative e burocratiche”. Quanto agli incentivi per la ricerca e l’innovazione, la rappresentante dell’industria auspica “programmi ad hoc di sostegno e finanziamento, ma anche la condivisione delle informazioni e dei progressi tecnologici, incentivando lo scambio fra pubblico e privato in un clima di trasparenza e rispetto reciproco”. E senza pregiudizi: “Non esistono le ‘Big Pharma’ come alcuni credono, ma esistono investitori e investimenti che possono creare opportunità e crescita”, sottolinea Bolla.

Collaborazione pubblico-privato

Un clima di collaborazione tra industria e istituzioni europee è fondamentale per dare seguito all’impegno intrapreso in questi anni contro l’antibiotico-resistenza: “Industria e istituzioni sono sempre state alleate in temi che riguardano la salute pubblica. Aisa, anche nell’anno appena trascorso, ha portato avanti iniziative di cultura e di dibattito con tutti gli attori della filiera: dagli allevatori, ai veterinari, ai consumatori. L’industria, inoltre, è la promotrice di innovazione che può portare allo sviluppo di alternative, altrettanto efficaci, all’antibiotico. AnimalhealthEurope ed Aisa aderiscono da sempre alla piattaforma Epruma (Piattaforma europea per l’uso responsabile dei farmaci negli animali) e – conclude Bolla – si sono fatte portavoci dell’approccio One health, cioè ragionare in termini di animali sani che condizionano poi la salute dell’uomo e del pianeta”.

Antibiotici e altri strumenti

Sulla questione dell’antibiotico-resistenza, il manifesto puntualizza: “Finora gli sforzi nel combattere la resistenza antimicrobica si sono concentrati sulla riduzione dell’uso degli antibiotici in quanto potrebbe essere controproducente per la salute degli animali. Tuttavia, per la salute degli animali e quella umana è importante continuare a disporre degli antibiotici attualmente usati in ambito veterinario perché le alternative sono limitate o addirittura inesistenti. Ci appelliamo all’Unione europea affinché svolga un’azione più decisiva e di supporto mirata a indirizzare verso l’impiego delle più ampie soluzioni possibili per la salute animale”. Il documento dell’industria europea indica una serie di strumenti in grado di contribuire a una saluta ottimale negli animali. In sintesi:

  • l’uso di test che permettono di comprendere meglio la suscettibilità degli animali alle malattie;
  • vaccini e antiparassitari che aiutano a prevenire le conseguenze delle malattie, o l’eventuale sviluppo di infezioni secondarie;
  • strumenti di sorveglianza digitale che consentono di identificare gli animali, monitorare lo stato di salute, il profilo metabolico e comportamentale;
  • indagini diagnostiche che facilita no e rendono più efficiente l’individuazione degli animali malati e del patogeno associato alla malattia, consentendo prevenzione e trattamenti mirati;
  • prodotti terapeutici che offrono una varietà di benefici sanitari, specialmente per gli animali malati o a rischio;
  • formazione e acquisizione di competenze specifiche che, grazie all’attività svolta dalle imprese attive nel settore della salute animale, aiutano i veterinari e gli allevatori a usare correttamente i farmaci.

Animali sani e cibi sicuri

Ispirandosi all’approccio “One Health”, il documento invita a considerare ancora una volta l’interconnessione tra salute umana e animale: “Avere animali sani significa persone sane e un pianeta più sano”, sottolinea AnimalhealthEurope, ricordando inoltre di voler “contribuire alla salvaguardia della catena alimentare” in resa. Una catena che può essere resa “sicura e sostenibile” grazie anche “dalle terapie e dagli strumenti di prevenzione delle malattie” offerti dall’industria. “La prevenzione, in campo veterinario, delle malattie attuali ed emergenti – sottolinea il manifesto – è fondamentale per la salvaguardia non solo della salute pubblica, ma anche del settore agroalimentare europeo. La riduzione delle infezioni tra gli animali migliora il loro benessere, la sicurezza degli alimenti e la produzione alimentare a beneficio dei cittadini europei. I medicinali veterinari contribuiscono a soddisfare l’aumento della richiesta alimentare a livello mondiale che dovrebbe raddoppiare entro il 2050. L’industria della salute animale apporta un contributo fondamentale nel rafforzare le zone rurali dell’Europa, garantendo al contempo la sicurezza alimentare come previsto dagli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”.

La culla della veterinaria

Infine, un richiamo alla centralità della veterinaria europea: “L’Europa è la culla della medicina veterinaria moderna ed è la sede delle principali imprese attive nel settore della salute animale di tutto il mondo, che garantiscono 50 mila posti di lavoro in tutta Europa. Con un volume d’affari annuo pari a circa 6 miliardi di euro, l’Europa è il secondo mercato dei medicinali veterinari al mondo”. (Mar.Lo)

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