Generation now, i medici millennials guidano il cambiamento

I medici millennials sono ambiziosi e imprenditoriali. Ma sono soprattutto ad alta mobilità e l’informazione deve essere veloce, sintetica e sexy. È quanto emerge dalla ricerca “Generation Now” presentata in occasione dell’evento “Generation Now – Dall’Healthcare al LifeCare”

medici millennials

“Nella Silicon Valley non si parla più di app e di social, ma di blockchain e intelligenza artificiale” ha chiosato Paolo Rotelli, presidente del Gruppo San Donato in apertura del convegno tenutosi all’Ospedale San Raffaele “Generation Now – Dall’Healthcare al LifeCare”. Esprimendo molto bene come la rivoluzione digitale nell’healthcare stia andando a un passo vertiginoso e che colmare il gap tecnologico in Italia “dove molti software in clinica si basano ancora su Windows 98” non è facile. Secondo Rotelli è necessaria una rivoluzione tecnologica ma anche una rivoluzione culturale, dove sempre più verrà premiata la qualità degli interventi rispetto alla quantità. Qualità finalmente misurabile con sistemi integrati.

Smartier e healtier city  and life

Alberto Sanna, direttore del centro di Tecnologie Avanzate per la salute e il benessere del San Raffele, ha invece enfatizzato come uno smartier e healtier hospital deve essere visto come perno fondante delle due vere sfide delle prossime decadi: lo sviluppo di una smarter e healthier city e della smarter e healthier life, obiettivo ultimo. Tutti i progetti del suo gruppo, come il Pal (personal assistant for healthy lifestyle), spesso sviluppati in collaborazione con gli altri ospedali della European university hospital alliance, hanno questi obiettivi come stella polare.

Consapevolezza

Sanna ha poi posto l’accento su un’altra parola chiave, “consapevolezza”, l’antidoto per evitare che l’intelligenza artificiale porti in realtà a una “stupidità naturale”. Un rischio tanto più grande in tempi di Information overload come ben illustrato da Alessandro Gallo, Gm di Springer Italia, che ha sottolineato come le domande che ci facciamo ora sull’impatto dell’intelligenza artificiale nell’healthcare sono praticamente identiche a quelle che ci facevamo negli anni settanta sull’impatto dei computer.

Cosa pensano e come si muovono i medici millennials

I medici millenials sono ovviamente nativi digitali, ma sono soprattutto da una parte ambiziosi, e imprenditoriali, dall’altra collaborativi e socialmente consapevoli, come hanno riferito Carola Salvato e Andrea Telloni, condividendo i dati della ricerca “Generation Now”, ideata da Havas Life Italy e condotta da Ipsos Healthcare Italiasu 152 medici millenials (specializzandi o neo specializzati) di Milano, Roma, Napoli. “Sono soprattutto ad alta mobilità e l’informazione deve essere veloce, sintetica e sexy, considerando che la curva di attenzione media dei millennials in generale è di 8 secondi” continuano. “Poiché passano tanto tempo sulla rete per motivi personali, la usano moltissimo anche per motivi professionali”.

Se la tecnologia non cambia la natura umana

Secondo la ricerca ancora, per i medici della generazione millennials la sfida sarà sfruttare le metodologie agili all’interno di un settore consolidato e rigoroso che, giustamente, dà la priorità a non fallire. Una sfida confermata dai commenti di Federica Alemanno, Tommaso Squizzato, Marco Bandini, giovani medici del San Raffaele (nella foto insieme a Diletta Parlangeli nel ruolo di moderatore). La ricerca ha definito anche tre diversi sottogruppi (ognuno un terzo del totale): il meticoloso (parola chiave: razionalità), l’appassionato, (parola chiave: altruismo), l’ambizioso. (parola chiave: successo). Il che, tutto sommato, dimostra che la tecnologia non cambia poi così tanto la natura umana.

E il pharma come deve parlare ai medici millennials?

Se l’attenzione media di otto secondi riferita ai millennials si applica davvero anche ai medici, non c’è dubbio che l’engagement sia la vera sfida di oggi. Curiosamente però quando si fa un ranking di interesse da parte dei medici, le linee guida, le pubblicazioni scientifiche e siti web altamente scientifici (Pubmed-like) sono nettamente al primo posto in graduatoria (il 63%, 45% e 53% degli intervistati sono “completamente d’accordo” sul loro interesse). Mentre dall’altra parte dello spettro troviamo l’informazione mediata da ISF, i siti web aziendali o di prodotto e, incredibilmente ultimo in graduatoria, l’informazione da parte della direzione medica delle aziende (33,32 e 20% rispettivamente).

Una sfida ardua

Sembra quindi che nonostante la tecnologia consenta molteplici punti di contatto (il famoso multichannel), il compito del pharma nell’informare in modo corretto ed efficace i millennials sarà sempre più arduo. E richiederà inevitabilmente un’informazione variegata, da remoto e straordinariamente incisiva.