Quanto costa l’insulina? Il caso che sta scuotendo gli Usa

In America il dibattito sul prezzo dei farmaci è più vivo che mai. Donald Trump ha sostenuto che nel 2019 per la prima volta in 46 anni i cittadini pagano meno che in passato. Ma i fatti lo smentiscono. Dal numero 168 del magazine

Come si può capire a quale livello è arrivato il prezzo dell’insulina negli Stati Uniti? Nulla di meglio di un esempio pratico. Il 23 gennaio 1923 il suo brevetto è stato acquisito dall’università di Toronto per soli tre dollari canadesi. In un post virale che circola su Facebook datato 30 gennaio 2018 invece, uno scontrino fiscale di una farmacia in North Carolina indica il prezzo di una fialetta di insulina da 10 ml: 807 dollari, 80 dollari circa a millilitro. Questo è un caso limite, certo, di un paziente privo di copertura assicurativa. Ma secondo le stime dell’American society of diabetes, tra il 2003 e il 2012 il prezzo dell’insulina è triplicato.

Tre volte tanto

Questo farmaco è ritenuto dall’Organizzazione mondiale della sanità quello più necessario in un sistema sanitario nazionale e negli Stati Uniti costa letteralmente più dell’oro, anche per chi è coperto dall’assicurazione. Analizzando il mercato, si vede come a livello globale l’insulina venga sintetizzata da tre compagnie: l’americana Eli Lilly, la francese Sanofi e la danese Novo Nordisk. Il prezzo al consumo delle fiale da 10 millilitri oscilla tra i 270 dollari di Sanofi e i 289 di Novo Nordisk. Molti pazienti diabetici cercano di aggirare il problema in vari modi, come raccontato in una lunga inchiesta pubblicata sul Washington Post: riducendo le iniezioni, comprando dosi di insulina ad azione rapida, oppure andando in Canada a fare acquisti illegali, dove l’insulina costa un decimo della cifra (30 dollari circa).

Questo problema ha anche incontrato l’interesse del presidente Donald Trump, che nel suo discorso sullo Stato dell’Unione 2019 ha affermato che il prezzo dei farmaci è calato per la prima volta da 46 anni, ma che bisogna fare di più per garantire l’accesso ai farmaci. Anche se ha ripetuto questo assunto a un comizio in Michigan, l’affermazione è falsa.

The Donald smentito

Il calo è su base annua e fa riferimento a dicembre 2018 rispetto a dicembre 2017, secondo il Council of Economic Advisers della Casa Bianca. Ma se si fa una media, il prezzo dell’insulina nel corso del 2018 è salito dell’1,6%. Un incremento minore, ma che comunque c’è stato. Al momento, al netto di qualche colloquio informale con i vertici delle aziende, nessuna misura è stata presa dalla Casa Bianca.

Possibili soluzioni?

Un’audizione davanti al Comitato Finanza del Senato ha fatto emergere alcune idee che sono state incluse in un disegno di legge sponsorizzato dal senatore Bernie Sanders e del deputato Elijah Cummings, tra cui l’introduzione il più velocemente possibile dei farmaci generici e la limitazione dei cavilli legali delle aziende per limitare la loro diffusione. Su questo punto il consenso pare essere bipartisan, con il presidente pro tempore del Senato Chuck Grassley, repubblicano, che ha garantito il suo sostegno. Oppure un’altra idea, già sostenuta dallo scomparso senatore John McCain, è di favorire l’importazione di farmaci dal Canada, dove costano meno, fabbricati in siti produttivi che dovrebbero ricevere l’avallo della Food and drug administration.

Altre idee più ambiziose, come la possibilità che l’intero sistema del Medicare, dedicato alla cura dei cittadini con più di 65 anni, possa negoziare il prezzo dei farmaci oppure aprire alla produzione governativa di medicine qualora le compagnie non forniscano l’equivalente a basso prezzo, non hanno il sostegno necessario per poter diventare qualcosa di più di semplici proposte.

La posizione delle aziende

I principali attori del mercato dal canto loro hanno risposto. Non guardate a noi, guardate ai piani assicurativi. Si legge in una nota di Eli Lilly che abbassare il prezzo dei farmaci causerebbe “uno sconquasso del sistema sanitario americano”. Su questo tema anche Sano la pensa così, affermando che “mentre la nostra insulina Lantus è calata del 30% dal 2012, nello stesso periodo, gli extra a carico dei pazienti con un piano assicurativo privato o aderenti al Medicare sono cresciuti del 60%”. Infine Novo Nordisk, che invita a usare l’insulina umana, nonostante gli effetti collaterali, come alternativa a basso costo per chi non può permettersi quella più performante.

Oltre l’insulina

Ma l’insulina è soltanto l’esempio più evidente di un problema che riguarda farmaci di ogni tipo. Le camere divise e un presidente che fino ad adesso ha mostrato scarso interesse sull’argomento al di là dei proclami roboanti sono elementi che hanno spostato il focus della battaglia sui prezzi delle medicine a livello statale. A cominciare dal Maryland, primo stato ad aver approvato l’8 aprile l’istituzione di una commissione statale per l’accessibilità ai farmaci che avrà il compito di limitare il prezzo dei farmaci ritenuti eccessivamente costosi. I sostenitori della misura esultano per il grande risultato raggiunto, che consentirà ai pazienti di poter ottenere i farmaci salvavita di cui hanno bisogno.

Dal canto loro i rappresentanti delle aziende farmaceutiche hanno annunciato battaglia, ritenendo incostituzionale la misura in quanto limita i diritti costituzionali delle imprese. Ma anche la California e il Massachusetts hanno deciso di seguire questo tracciato legislativo. Il neoeletto governatore del Golden State, il democratico Gavin Newsom, ha incaricato tramite decreto esecutivo il Dipartimento dei servizi generali di stilare una lista di 25 farmaci salvavita entro il 21 maggio, per poter avviare entro il 2021 un sistema collaborativo in cui un unico attore statale negozierà i prezzi con le società produttrici.

Il nuovo sistema di accesso ai farmaci

La debolezza del sistema proposto è che lascerà fuori ancora molti aderenti a sistemi assicurativi privati, che continueranno a mantenere i prezzi precedenti e nello stesso tempo lascerà fuori il Medicare, utilizzato dai cittadini più anziani e di competenza federale. Inoltre il nuovo sistema contribuirà a ribassare il costo delle cure per i pazienti più bisognosi, ma non ne eliminerà completamente le spese. In Massachusetts infine, la spesa sanitaria del Medicaid, il piano federale dedicato a chi vive a cavallo della soglia di povertà stabilità dall’Ufficio federale del censimento, è raddoppiata da 1,1 a 2,2 miliardi di dollari negli ultimi dodici anni per la crescita dei costi extra delle medicine prescritte.

Il governatore repubblicano moderato Charlie Baker ha espresso la volontà di conferire l’incarico di negoziare il prezzo al consumo all’agenzia pubblica Masshealth, ma il percorso del disegno di legge è sotto tiro da parte dei lobbisti farmaceutici e non è affatto certo che il progetto giunga a termine, dove potrebbe andare a incagliarsi. Così come sta accadendo nel Campidoglio di Washington, dove il consenso generale sulla necessità di intervenire nel mercato dei salvavita al momento non ha prodotto alcun risultato, nonostante l’avanzamento delle audizioni al Senato. Tutto dipenderà da quanto la questione continuerà a rimanere sotto i riflettori per poter ottenere qualche risultato che fermi la corsa dell’insulina e di altre medicine che salvano la vita di milioni di americani.