Chiesi firma un accordo con Santhera per il trattamento della sindrome di Lhon

Le due società hanno siglato una partnership esclusiva per la licenza di idebenone, un farmaco orfano da utilizzare in pazienti affetti da neuropatia ottica ereditaria di Leber (Lhon), patologia rara che porta a una progressiva perdita della vista

gruppo chiesi

Chiesi Farmaceutici ha firmato un accordo esclusivo con Santhera Pharmaceuticals per la licenza di un farmaco orfano. Si tratta di idebenone da utilizzare in pazienti affetti da neuropatia ottica ereditaria di Leber (Lhon), patologia rara che porta a una progressiva perdita della vista.

La partnership tra Chiesi e Santera

“Siamo lieti di poter collaborare con il Gruppo Chiesi, un’azienda globale con una struttura commerciale solida e una reputazione forte di innovazione nel campo delle malattie rare e dello special care, inclusa l’oftalmologia. Lavoreremo in sinergia con l’azienda per assicurare un passaggio di consegne lineare e  garantendo la regolare fornitura del prodotto che è l’unico trattamento approvato per questa patologia dall’impatto così devastante per i pazienti” ha commentato Thomas Meier, PhD, Chief executive officer di Santhera.

“Il gruppo Chiesi si impegna nell’ambito delle malattie orfane per mettere a disposizione dei pazienti affetti da patologie rare o ultra-rare trattamenti innovativi, e migliorare la loro qualità della vita è uno dei nostri obiettivi più importanti. Questa partnership strategica rinforza questo impegno con un’offerta terapeutica per i pazienti affetti da Lhon, una patologia neurodegenerativa che colpisce il nervo ottico e che porta ad una improvvisa perdita della vista”, ha commentato Ugo Di Francesco, Chief executive officer, Chiesi group.

I dettagli  dell’accordo

A seguito della partnership, Santhera trasferirà tutti i diritti al gruppo Chiesi, trasferimento previo esercizio dell’ opzione, per lo sviluppo, la commercializzazione e la distribuzione del prodotto per il trattamento di Lhon e per qualsiasi altra potenziale indicazione oftalmologica a livello mondiale, con l’esclusione del Canada e degli Stati Uniti. La transazione è soggetta alle consuete approvazioni e si prevede che si finalizzi nel terzo trimestre 2019.