Prezzi dei farmaci, in Gran Bretagna accuse di cartello tra aziende

Secondo l'autorità nazionale per il mercato e la concorrenza quattro aziende farmaceutiche avrebbero stretto accordi al fine di far gonfiare il prezzo di proclorperazina, farmaco anti-nausea e vertigini

In Gran Bretagna c’è chi farebbe cartello per non ostacolarsi nella concorrenza e far lievitare il costo dei farmaci. Ciò è quanto emerge da una serie di documenti dell’Autorità per il mercato e la concorrenza (Cma) britannica e ripresi dai media locali. In sostanza, quattro aziende farmaceutiche, Alliance, Focus, Lexon e Medreich, sono accusate di aver stretto accordi al fine di far gonfiare il prezzo di proclorperazina, farmaco anti-nausea e vertigini.

Il periodo contestato

L’autorità garante ha preso in considerazione il periodo tra giugno 2013 e luglio 2018. In quei cinque anni le quattro aziende non avrebbero, secondo l’autorità stessa, concorso secondo le logiche di mercato influenzando al rialzo il listino della fornitura del medicinale al Nhs. Tra dicembre 2013 e dicembre 2017 i prezzi pagati dal servizio sanitario britannico sarebbero aumentati del 700%, da 6,49 sterline a confezione a 51,68. Dal 2014 al 2018 sono stati spesi 7,5 milioni dai 2,7 di partenza. Diminuito, però il numero di confezioni vendute.

Altro elemento contestato è la possibile spartizione dei profitti. Un altro caso simile ha riguardato l’idrocortisone a febbraio 2019, quando due aziende rivali Auden Mckenzie e Waymade avrebbero raggiunto un accordo per non ostacolarsi vicendevolmente. Il danno al Nhs riguarderebbe il periodo luglio 2011 e aprile 2015. In quel periodo il costo a carico dello Stato sarebbe passato da 1,7 milioni di sterline a 3,7.

Le smentite

Alliance smentisce con un comunicato: “La società conferma di non essere coinvolta in questa trattativa illegale in quanto non è più fornitore del medicinale del 2013, quando la licenza è stata concessa a Focus Pharmaceuticals.