Farmacia dei servizi: si lavora a un certificato di qualità

Le sigle della categoria, riunite nel tavolo istituito dal ministero, chiedono protocolli standard per le prestazioni da erogare e un sistema di certificazione. L’obiettivo è garantire un’offerta omogenea su tutto il territorio nazionale

farmacia dei servizi

Il progetto della farmacia dei servizi deve dotarsi di protocolli standard per le prestazioni da erogare e un sistema per la certificazione della qualità. È la richiesta che arriva dalle sigle della categorie, che ieri hanno partecipato a un nuovo incontro del Tavolo sulla farmacia dei servizi istituito dal ministero della Salute. La posizione è riportato in un comunicato congiunto diffuso oggi da Federfarma, Fofi, Utifar, Assofarm e Sifo.

Le condizioni

Le sigle dei farmacisti sottolineano “l’importanza di stabilire, per ciascuno dei servizi professionali e cognitivi erogati dal farmacista ( dalle campagne di screening al supporto all’aderenza terapeutica) metodologie e protocolli operativi, atti a garantire la standardizzazione delle procedure, la misurabilità degli effetti prodotti in termini di efficacia, e quindi di salute, ma anche di governo della spesa”. Strumenti ritenuti indispensabili anche per determinare la remunerazione delle prestazioni. E indispensabile, per i farmaci, è anche “prevedere un sistema di certificazione di qualità della farmacia, come avviene anche negli altri paesi che hanno già implementato la pharmaceutical care nella farmacia di comunità”. Una condizione necessaria – sottolineano le sigle nel comunicato – anche per “conseguire una reale collaborazione interprofessionale tra gli attori del processo di cura sul territorio e per offrire ai cittadini un servizio omogeneo in tutto il paese”.

Al Tavolo sulla farmacia dei servizi partecipano rappresentanti di Regioni, medici, infermieri e cittadini. L’obiettivo dei lavori è definire concretamente l’operatività del nuovo modello di farmacia disegnato dalla Legge 69, anche ai fini della sperimentazione a livello regionale finanziata con 36 milioni di euro dalla Legge di Bilancio 2018.