Condividere i dati sui farmaci con l’Ia, negli Usa nasce un consorzio di Big Pharma

Il progetto, che si concluderà nel 2022, si chiama Melloddy e comprende 10 società farmaceutiche che interagiranno tra loro insieme a realtà accademiche e IT

Intelligenza Artificiale

Negli Usa nasce un consorzio di Big Pharma per la condivisione dei dati sullo sviluppo di nuovi farmaci attraverso algoritmi di intelligenza artificiale. Si chiama Melloddy e a farne parte ci sono giganti come Astrazenenca, Gsk e Johnson & Johnson, Amgen, Astellas, Bayer, Boehringer Ingelheim, Merck KgaA, Novartis e Servier. Con loro anche due università (KU Leuven, Budapesti Muszaki es Gazdasagtudomanyi Egyetem), quattro startup come Owkin, Substra Foundation, Loodse, Iktos e una società It come Nvidia. Il progetto avrà durata triennale e terminerà nel giugno 2022. Il budget iniziale è stato di 18,4 milioni di dollari. A dare la notizia è il Financial Times.

Dati segreti?

Il tema è di quelli che scottano. Le aziende sono molto restie a condividere i propri dati sperimentali, tuttavia le tre imprese stanno tentando un nuovo approccio all’interno di una collaborazione molto più ampia. Vedere quali molecole funzionano e come, permetterebbe, tecnicamente, di risparmiare sui possibili fallimenti tipici dei trial clinici. Se si considera, come ha scritto Hannah Kuchler sul Financial Times il 5 giugno 2019, che il processo per l’arrivo di un farmaco dura 13 anni per un costo di quasi due miliardi di dollari, allora questa strada potrebbe portare a risparmi considerevoli. Mai come in questo caso il tempo è denaro.

Predizione

Non si può essere onniscienti né tanto meno veggenti. Ma sapere se un lavoro sta andando nella direzione giusta è la chiave di volta della ricerca. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale e i “ragionamenti” che l’algoritmo porta all’attenzione dei ricercatori consente di valutare entro tempi relativamente brevi dove si andrà a parare. Alla base del processo c’è l’utilizzo della piattaforma di blockchain ideata da Owkin (una startup con sede a New York e Parigi) per monitorare i dati, ma non avviene nessuna condivisione delle informazioni con i competitori all’infuori del consorzio. Il progetto Melloddy (Machine learning ledger orchestration for drug discovery) aprirebbe le porte a nuove frontiere. Il capo del progetto Hugo Ceulemans, direttore scientifico di Janssen Pharmaceutica è sicuro che il progetto porterà dei grandi benefici ai pazienti. “Questo progetto permette, per la prima volta, alle aziende pharma di collaborare tra loro per quanto riguarda il loro core business”.

Il consorzio: tra startup e Big pharma

Ogni membro ha riservato circa 10 milioni di dollari per l’attivazione di questo progetto. Otto milioni sono stati aggiunti dall’ente europeo Innovative medicines initiative. C’è poi un altro tema importante. La tendenza delle multinazionali è quella di acquisire una startup per avere accesso a terapie innovative. In questo modo, invece, la startup collabora fianco a fianco con l’azienda in uno scambio reciproco di informazioni.