Tumore al seno: sì del Chmp ad atezolizumab in associazione alla chemio

Il Comitato per i medicinali a uso umano dell’Ema ha espresso un parere positivo per l’immunoterapico di Roche per l’utilizzo in prima linea nelle pazienti con cancro metastatico delle mammella triplo-negativo, una delle forme più aggressive

tumore al seno

Via libera dal Comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’agenzia regolatoria europea (Ema) all’uso dell’anticorpo monoclonale atezolizumab, in associazione alla chemioterapia, come trattamento di prima linea per le donne con tumore al seno triplo-negativo. Lo annuncia una nota dell’azienda Roche. Nel dettaglio, l’approvazione riguarda le pazienti con questa forma di tumore alla mammella (tra le più aggressive) localmente avanzato non resecabile o metastatico (mTNBC), positivo al biomarcatore PD-L1 (≥ 1%) non precedentemente trattate con chemioterapia per la malattia in fase avanzata.

I benefici

La raccomandazione si basa sui dati dello studio di Fase III IMpassion130. “I risultati positivi dello studio IMpassion13 – spiega Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Oncologia Mammaria e Toracica dell’Istituto nazionale dei tumori di Napoli – dimostrano per la prima volta che l’utilizzo di una immunoterapia come atezolizumab in associazione alla chemioterapia possa generare un vantaggio terapeutico in termini di controllo della malattia e di sopravvivenza. Si tratta di un risultato particolarmente importante perché riguarda una popolazione di pazienti per la quale non si avevano a disposizione, ad oggi, delle armi terapeutiche mirate e che apre la strada all’utilizzo dell’immunoterapia nel tumore della mammella”.

Finora atezolizumab è approvato negli Stati Uniti e nell’Ue, da solo o in associazione a terapie e/o chemioterapie mirate, in varie forme di carcinoma polmonare non a piccole cellule e a piccole cellule, alcuni tipi di carcinoma uroteliale metastatico e nel carcinoma mammario PD-L1 positivo triplo-negativo.“Il raggiungimento di questo ulteriore step approvativo segna una nuova svolta nel trattamento del tumore al seno metastatico triplo-negativo, una forma particolarmente aggressiva in cui esiste ancora un forte bisogno clinico insoddisfatto. Ci auguriamo che le donne affette da questa tipologia di tumore in Europa possano presto beneficiare di questa nuova opzione terapeutica”, afferma Sandra Horning, chief medical officer e head of Global product development di Roche. Ora bisognerà attendere il via libera della Commissione Ue.