Fusione del Consumer health di Pfizer-Gsk, via libera dall’Ue

Una notizia attesa da dicembre 2018 quando, dopo alcune indiscrezioni di sei mesi prima, sono state confermate le nozze. Nasce quindi un nuovo soggetto industriale che mira alla leadership del mercato

C’è luce verde dall’Ue sulla fusione del Consumer health di Pfizer-Gsk. Una notizia attesa da dicembre 2018 quando, dopo alcune indiscrezioni di sei mesi prima, sono state confermate le nozze. Nasce quindi un nuovo soggetto industriale che mira alla leadership del mercato.

L’antitrust dice sì

L’autorità per la concorrenza europea ha dato il suo benestare. Tutto secondo i tempi previsti tra l’altro. La decisione era attesa entro luglio 2019 e così è stato. L’operazione mette insieme le vendite delle due aziende per quasi 11 miliardi di euro. C’è solo un “ma” che l’Europa ha posto. Pfizer dovrà disinvestire a livello globale su uno dei suoi prodotti topici di punta per il dolore, Thermacare. Il motivo sta ne fatto che con questa operazione si ridurrebbe la competitività proprio nel settore degli antidolorifici topici con un possibile aumento dei costi in alcuni Paesi tra cui Germania, Olanda, Italia, Austria e Irlanda. La britannica Gsk deterrà la maggioranza delle partecipazioni azionarie pari al 68%, mentre l’americana Pfizer avrà una partecipazione del 32%, come si legge in un comunicato ufficiale.

La trasformazione di Gsk

L’operazione è propedeutica per una rivoluzione in casa Glaxo Smith Kline. Infatti l’accordo ha gettato le basi per la creazione di due nuove società globali con sede nel Regno Unito focalizzate su prodotti farmaceutici/vaccini e Consumer healthcare entro tre anni dalla conclusione della transazione. Si prevede che la nuova joint venture con Pfizer genererà un risparmio annuo complessivo di 500 milioni di sterline entro il 2022. Fino al 25% destinato a essere reinvestito nel business per sostenere l’innovazione e altre opportunità di crescita. Gsk prevede dismissioni di circa un miliardo di sterline.