Cancro al polmone, nasce la Lung ambition alliance

Si tratta di un’iniziativa nata dalla partnership tra International association for the study of lung cancer (Iaslc), guardant healt, global lung cancer coalition (Glcc) e Astra Zeneca. L'obiettivo? Raddoppiare la sopravvivenza a cinque anni entro il 2025

Cancro al polmone

Eliminare il cancro al polmone come causa di morte. È questo l’obiettivo della Lung ambition alliance, un’associazione nata dalla partnership tra l’International association for the study of lung cancer (Iaslc), il Guardant healt, la global lung cancer coalition (Glcc) e Astra Zeneca. Il principale primo obiettivo dell’Alliance è raddoppiare la sopravvivenza a cinque anni per i pazienti affetti da questo tumore entro il 2025.
“La lung ambition alliance nasce in un momento cruciale per il cancro al polmone”. Ha commentato Jesme Fox, Segretario della global lung cancer coalition. I progressi scientifici hanno permesso di trasformare la diagnosi, il trattamento e la gestione della malattia. Vi sono, tuttavia, ancora barriere che impediscono di migliorare e accelerare la cura. Come attori della comunità impegnata nella lotta al cancro al polmone, abbiamo la responsabilità di unirci con urgenza al fine di sostenere e proporre le migliori soluzioni ai pazienti”.

Incrementare la percentuale di screening e di diagnosi precoci, mettere a disposizione farmaci innovativi e migliorare la qualità della cura per le persone affette da cancro al polmone sono le tre priorità identificate dai soci fondatori dell’iniziativa.

Cancro al polmone, un database per lo screenig basato sul cloud

Tra i principali progetti che l’Alliance intende sostenere c’è l’Early lung imaging confederation (Elic). Si tratta di un nuovo database globale di screening basato sul cloud, pensato per migliorare la diagnosi e la gestione del tumore al polmone in stadio precoce. Il progetto si basa sulle crescenti evidenze che supportano l’utilizzo dello screening con tomografia computerizzata (Tc) per favorire la riduzione della mortalità. Questo insieme di immagini e dati può essere usato per migliorare la costruzione dei modelli di rischio, la diagnosi e gli strumenti diagnostici, proponendosi come nuovo standard globale per la qualità dei dati. In una fase successiva, l’intelligenza artificiale potrebbe essere applicata per migliorare ulteriormente l’affidabilità degli strumenti attraverso lo screening con tomografia computerizzata.

“Uno screening efficace è fondamentale per identificare e diagnosticare precocemente il cancro al polmone e altre neoplasie toraciche. Tutto ciò può portare benefici in termini di opzioni di cura disponibili e probabilità di sopravvivenza”. Ha spiegato Giorgio Scagliotti, Presidente Iascl. “L’applicazione di approcci di ‘quantitative imaging’ come Elic può migliorare l’accuratezza e l’efficienza dello screening del tumore al polmone. La nostra piattaforma si propone di diventare un’importante risorsa globale per i ricercatori e per i team di cura che desiderano ampliare la loro conoscenza. La Lung ambition alliance fornirà il focus, l’esperienza e le risorse necessarie per accelerare l’espansione del nostro database”.

Gli altri progetti da finanziare

Major pathologic response projectè una raccolta di dati provenienti da studi clinici. Possono essere utilizzati per la validazione degli endpoint surrogati e per l’individuazione di biomarcatori predittivi, i quali potrebbero consentire una migliore identificazione delle caratteristiche del tumore. Gli obiettivi del progetto sono quelli di accelerare lo sviluppo di una nuova generazione di trattamenti target. Ma il progetto punta  anche a guidare verso un intervento precoce laddove vi sia un maggiore potenziale di cura. L’Alliance aiuterà a raccogliere i dati provenienti da studi promossi da gruppi cooperativi e dall’industria farmaceutica, che possono essere utilizzati con le autorità regolatorie in tutto il mondo nella validazione dei dati clinici più importanti.

AmirAli talasaz, presidente e chief operating officer del Guardant healt, ha commentato: “La medicina di precisione sta migliorando la prognosi per alcuni pazienti affetti da cancro al polmone. Noi crediamo che l’approccio alla medicina di precisione possa essere ancora più efficace quando utilizzato nelle fasi precoci di malattia o immediatamente dopo la recidiva. Il major pathologic response Project aiuterà ad accelerare lo sviluppo di opzioni terapeutiche potenzialmente curative, con l’identificazione di endpoint surrogati che possono essere usati per velocizzare studi clinici e nuovi approcci diagnostici – ad esempio la localizzazione del DNA di cellule tumorali circolanti all’interno dei campioni di sangue – al fine di identificare i pazienti con una prognosi peggiore, permettendo una valutazione della risposta terapeutica e un monitoraggio della recidiva routinari”.

Initiatives in lung cancer care (Ilc2). Si tratta di un bando il cui lancio è previsto nella seconda metà del 2019. Invita le associazioni dei pazienti di tutto il mondo a sviluppare e presentare progetti pilota a livello locale. Tali progetti puntano a trasformare la cura e incrementare la sopravvivenza. Il bando mira a supportare la comunità di pazienti affetti da cancro al polmone, supportando le migliori pratiche multidisciplinari, informando i pazienti sulle opzioni terapeutiche e fornendo supporto alla qualità della vita degli stessi durante e dopo il trattamento. Un comitato composto dai rappresentanti dei membri della Lung Ambition Alliance valuterà e selezionerà le candidature che hanno soddisfatto i criteri per il finanziamento.

Cancro al polmone, le statistiche

Ogni 18 secondi, una persona perde la vita a causa del cancro al polmone. Solamente nel 2018, per questa malattia sono morte circa 1,8 milioni di persone. Al 40 per cento dei pazienti la malattia viene diagnosticata quando il tumore si è già diffuso e la prognosi si è ormai aggravata. Oggi, solo un paziente su cinque colpito da cancro al polmone è vivo 5 anni dopo la diagnosi.

“Il cancro del polmone è una malattia estremamente invasiva sulla sfera personale e nel mondo gli approcci di cura possono variare molto. Spiega Patrick Connor, vice resident e global franchise head di AstraZeneca. “Dobbiamo incoraggiare iniziative che affrontino gli ostacoli a livello nazionale e implementino lo screening e la diagnosi precoce. Iniziative che aiutino lo sviluppo di una medicina innovativa e migliorino la qualità della cura. Attraverso l’unione con attori che dispongono di ampie reti globali e di aree distinte ma complementari, in merito al cancro del polmone, ci troviamo nella posizione migliore per dedicarci ai problemi che affrontano questi pazienti”.