La distribuzione del farmaco veterinario alla prova del digitale

Dalla ricetta elettronica alla tracciabilità della filiera, fino alle insidie del commercio online, ecco alcune sfide che sta attraversando il settore. Il punto di vista di Ascofarve. Dal numero 2 di AboutPharma Animal Health

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Il mondo della distribuzione dei farmaci veterinari ha davanti a sé diverse sfide, per il presente e per il futuro. Ma c’è un filo rosso che lega molte di queste sfide: l’impatto della rivoluzione digitale su tutta la filiera. Dalla ricetta elettronica veterinaria (Rev) al sistema di tracciabilità, fino alle insidie del commercio illegale online, una rapida trasformazione è in atto e non si torna più indietro. Ne abbiamo parlato con Roberto Rebasti, presidente di Ascofarve, l’Associazione nazionale distributori medicinali veterinari che a metà giugno ha celebrato la sua assemblea annuale.

Il ruolo del grossista

Doverosa una premessa: “I grossisti del farmaco veterinario – spiega Rebasti – assicurano la fornitura capillare di medicinali veterinari specifici e di altri prodotti per la cura e il benessere degli animali a farmacie, parafarmacie ed altri esercizi commerciali specializzati, nonché, a differenza della distribuzione intermedia umana, direttamente a veterinari, allevatori e altri professionisti della salute animale”. Ma il loro compito non si esaurisce qui: “Rappresentano – continua il presidente Ascofarve – uno snodo strategico per garantire un sistema efficace di tracciabilità e un sistema di ritiro rapido dal mercato in caso di necessità”. Fondamentale è anche il ruolo del farmacista specializzato: “Il farmacista di un grossista – ricorda Rebasti – è un farmacista altamente specializzato nel campo della salute animale, e rappresenta spesso un punto di riferimento per proprietari e allevatori, per quanto di competenza e in completa sinergia col veterinario, proprio come il collega in farmacia lo rappresenta per un essere umano”.

Rev e tracciabilità digitale

Il segmento della filiera rappresentato da Ascofarve ha accolto con favore la ricetta elettronica veterinaria e la tracciabilità digitale. “Il giudizio sul sistema nel suo complesso – prosegue Rebasti – è certamente positivo. Permetterà di aumentare il livello generale della salute pubblica, intesa in un’ottica One Health e di ridurre i costi, sia diretti che indiretti”. Il sistema, ricorda il presidente di Ascofarve, coinvolge “tutti gli operatori della filiera del farmaco veterinario, ognuno per la propria parte di competenza, che vengono così maggiormente responsabilizzati nel loro ruolo sanitario e valorizzati come garanzia della sicurezza del prodotto”.

A proposito di ricetta elettronica, occorre una distinzione tra zootecnia e animali d’affezione. “Nell’ambito degli animali zootecnici – spiega Rebasti – il sistema è assolutamente insostituibile, poiché il sistema attuale è la naturale evoluzione dei sistemi sperimentali, le cui criticità sono state corrette in corso d’opera. Questoni come la gestione delle scorte, inizialmente più difficoltosa, hanno usufruito di semplificazioni enormi, delle quali siamo assolutamente entusiasti, e sarebbe impensabile tornare indietro”. Situazione diversa sull’altro fronte: “Nel campo degli animali d’affezione si riscontrano forse più difficoltà. Il sistema per i pet risulta meno rodato e sarebbe auspicabile una maggiore semplificazione: la Rev per i pet richiede molte informazioni che probabilmente potrebbero essere eliminate mantenendo l’essenziale senza far venir meno lo scopo principale della tracciabilità. Tracciare, ma semplificando”.

Monitorare gli antibiotici

Vantaggio indiscusso delle Rev è il monitoraggio del consumo di farmaci, soprattutto in chiave di contrasto all’antibiotico-resistenza. “Un fenomeno che non riguarda soltanto gli animali cosiddetti Dpa (cioè destinati alla produzione alimentare per l’uomo), ma anche gli animali d’affezione”, afferma Rebasti. “Mentre la filiera agroalimentare risulta ben istruita e controllata – continua il presidente di Ascofarve – bassissimo è il livello di attenzione del fenomeno tra i proprietari di animali d’affezione e gli stessi veterinari per piccoli animali, che spesso utilizzano terapie fai-da-te o peggio ancora utilizzano il farmaco umano piuttosto dello specifico farmaco veterinario, magari perché già presente in casa o spinti dalla differenza di prezzo”.

Sul fronte dell’antibiotico-resistenza, tutta la filiera è chiamata in causa: “Il Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza 2017-2020 prevede la corretta gestione del farmaco, realizzabile con l’adozione di un sistema informatizzato per tracciare il percorso produttivo, distributivo e di consumo dei medicinali veterinari con le finalità di migliorare gli strumenti di sorveglianza”, sottolinea Rebasti.

La vendita online

Altro tema sensibile per la filiera è quello dell’e-commerce. “In Italia – spiega il presidente di Ascofarve – la vendita online dei medicinali veterinari è vietata nel modo più assoluto (non solo quelli su prescrizione, ma anche la maggior parte dei Sop) e una violazione della legge prevede sanzioni molto elevate. Tuttavia ogni giorno è possibile trovare facilmente un sito web, italiano o estero, che vende farmaci online, senza nemmeno richiedere la ricetta. Un fenomeno dilagante che rappresenta una fonte alternativa di approvvigionamento di medicinali veterinari assolutamente fuori controllo”.

Le insidie sono intuibili: “Il rischio – sottolinea Rebasti – è quello di avere un uso non controllato di specialità medicinali sugli animali, Dpa e non, o peggio l’uso di specialità contraffatte, che spedite attraverso il web non passano attraversoi controlli previsti, con conseguenze gravissime sulla salute animale, sulle produzioni e quindi sulla salute umana”.

Ascofarve collabora con le autorità per contrastare il fenomeno, anche “attraverso segnalazioni dirette”, ma chiede uno sforzo in più: “Sarebbe auspicabile una azione congiunta dei diversi organi di controllo, sia in materia di politiche sanitarie ma anche di quelle più strettamente economico-commerciali, non solo in Italia, ma anche e soprattutto a livello internazionale”, spiega Rebasti.

Le altre sfide

La lista di priorità sull’agenda dei distributori non finisce qui. Fra le “sfide digitali”, l’impatto sulle aziende del settore di misure come la fatturazione elettronica, la detraibilità delle spese veterinarie tramite il sistema tessera sanitaria, o la gestione degli ordine presso la Pubblica amministrazione.

Assai rilevante è sicuramente il dialogo con il ministero della Salute. “Come Ascofarve – ricorda Rebasti – collaboriamo attivamente con il ministero della Salute nelle attività di informazione agli operatori. Inoltre, ci facciamo portavoce presso il ministero di tutte le criticità tecniche e pratiche che ci comunicano i nostri associati, sia per quanto riguarda l’invio dei dati delle movimentazioni all’ingrosso sul portale Nsis (Nuovo sistema informativo sanitario), sia per quanto riguarda le problematiche riscontrate nell’evasione della Rev”. Infine, altre sfide attendono il settore con i nuovi Regolamenti europei sui medicinali veterinari e i mangimi medicati, in vigore dal 2022. Diversi atti delegati e d’indirizzo saranno necessari per renderli pienamente operativi. “Adesso sarà importante partecipare anche ai tavoli che se ne occuperanno”, conclude Rebasti. Ascofarve, a nome delle 67 aziende associate che rappresentano circa il 75% del fatturato totale in Italia, è pronta a fare la sua parte. (Mar.Lo.)

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