Morbillo, in continuo aumento i casi nel mondo secondo l’Oms

La malattia continua a diffondersi anche in Paesi considerati measles-free come Gran Bretagna o Grecia. L'Europa perde terreno nella lotta alla patologia e secondo tanti esperti buona parte delle responsabilità è da imputare alla disinformazione social sui vaccini

Sono in continuo aumento i casi nel mondo secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il morbillo continua a diffondersi anche in Paesi considerati measles-free come Gran Bretagna o Grecia. L’Europa perde terreno nella lotta alla patologia e secondo tanti buona parte delle responsabilità è da imputare alla disinformazione social.

L’Europa torna indietro

Quattro Paesi nel vecchio continente come Albania, Repubblica Ceca, Grecia e Uk hanno perso lo status “free”. La malattia sembra essere stata eradicata completamente, ma i nuovi focolai hanno costretto le autorità a correre ai ripari.

Aumento spropositato

Secondo i dati Oms tra gennaio e luglio di quest’anno e i primi sei mesi del 2018 l’aumento è stato quasi di tre volte. Un problema non da poco, soprattutto per quei Paesi che oltre al morbillo devono affrontare altre emergenze sanitarie. Tra gli Stati più colpiti ci sono Repubblica democratica del Congo (155 mila casi), Madagascar (127 mila casi) e l’Ucraina (54 mila casi). In totale, nel mondo, sono stati riscontrati 365 mila casi, record dal 2006 a oggi. Un nulla se si pensa agli oltre 6 milioni di casi sospetti. Nel 2017 le morti correlate sono state 109 mila.

I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità non contemplano quelli delle Americhe. Anche qui la situazione è drammatica. Solo negli Stati Uniti, la situazione è considerata la più grave dal 1992. Lo stesso Scott Gottlieb, ex Commissario Fda, ha ammesso tramite il suo canale Twitter che il numero di segnalazioni accertate nei soli Usa ha raggiunto il livello più alto negli ultimi trent’anni. “E l’anno non è ancora finito”, ha cinguettato ancora Scott Gottlieb.

Il nodo social

Secondo Kate O’Brien, direttore del dipartimento di immunizzazione dell’agenzia Onu, buona parte delle responsabilità è imputabile ai social network. La disinformazione è virale. “Una vera e propria minaccia”, rivela O’Brien che continua: “Richiamiamo tutti a una comunicazione accurata, valida e scientificamente credibie”. Intanto Pinterest ha comunicato che per ogni ricerca di termini come “morbillo”, “vaccini” o altri termini legati alla salute, gli utenti avranno la possibilità di consultare direttamente le pagine di autorevoli siti come quello dell’Oms, il Cdc o il Vsn.