L’Oms entra a far parte del “Plan S” per incentivare l’open access delle ricerche scientifiche

L'Oms è la prima agenzia delle Nazioni Unite a muoversi in questa direzione. Il Plan S è un'iniziativa di open access lanciata da Science Europe (associazione che riunisce finanziatori e centri di ricerca europei) il 4 settembre 2018. A sua volta fa parte della cOAlition S, un consorzio lanciato dalle maggiori agenzie di ricerca e investitori europei di 12 Paesi europei

Per incentivare l’open access delle ricerche scientifiche, l’Organizzazione mondiale della sanità ha deciso di prendere parte all’iniziativa “Plan S”. L’Oms è la prima agenzia delle Nazioni Unite a muoversi in questa direzione. “Entrando a far parte di questa alleanza, crediamo di accelerare l’accesso universale alle ricerche scientifiche”, ha detto il capo scientifico dell’Oms Soumya Swaminathan.

Plan S

Il Plan S è un’iniziativa di open access lanciata da Science Europe (associazione che riunisce finanziatori e centri di ricerca europei) il 4 settembre 2018. A sua volta fa parte della cOAlition S, un consorzio lanciato dalle maggiori agenzie di ricerca e investitori europei di 12 Paesi europei. Il progetto prevede che i materiali elaborati dagli scienziati e i ricercatori che beneficiano dei fondi statali saranno disponibili a partire dal 2021.

La sensibilità dell’Oms per questo tema

L’organizzazione mondiale della sanità è sempre stata piuttosto sensibile alla questione. Nel 2002 ha lanciato la Hinari access to research for health programme che oggi permette l’accesso a 15 mila operatori della salute. Siano essi impegnati in giornali scientifici che ricercatori di centri specializzati in oltre 120 Paesi. Nel 2014 l’Oms ha aggiunto che tutti i materiali prodotti dal proprio staff o da ricercatori finanziati dall’Oms vengano diffusi senza vincoli sulla piattaforma Europe PubMed central.

Un ostacolo non da poco

Secondo Charles Mgone, vice cancelliere della Hubert Kairuki memorial university in Tanzania, il limitato accesso alla letteratura scientifica è una delle sfide più serie per i ricercatori in Africa. Una barriera da superare se si vuole davvero arrivare all’universalismo dell’informazione sanitaria. “Da oggi non rimarranno altre barriere per una buona ricerca”.