I fatti non attendono la politica senza certezze

La tirannia della stampa impone una scelta. Nel nostro caso, è quella di rappresentare i fatti “a prescindere” dagli esiti della politica. Ecco l'editoriale che apre il numero di settembre di AboutPharma. *Dal numero 171 del magazine

farmaceutico

Sarebbe stato utile aprire il numero di settembre di Aboutpharma con qualche certezza in più sulla crisi di Governo, poiché molti dei contenuti riportati in questa edizione sono figli delle scelte politiche dell’esecutivo uscente. Così non è, purtroppo. In genere la formula consolidata nei giornali cartacei per giustificare la propria intempestività rispetto agli avvenimenti – fatale nel caso di un mensile – si apre con “al momento di andare in macchina…” e si completa con una sintesi dei fatti aggiornata all’ultimo istante possibile prima di procedere alla stampa.

Un governo ancora da definire

Sappia dunque il lettore che nel momento stesso in cui questo editoriale è stato composto (al mattino di mercoledì 28 agosto) i rappresentanti pentastellati e dem non si sono ancora accordati su programma e composizione di un eventuale nuovo governo e le consultazioni del presidente della Repubblica con i gruppi parlamentari, testé avviate, si concluderanno solo nel tardo pomeriggio. Pertanto – allo stato – resta tale l’ipotesi di un nuovo esecutivo, affidato o meno al premier uscente Giuseppe Conte, mentre sullo sfondo rimane sempre quella del voto anticipato.

La tirannia della stampa impone una scelta. Nel nostro caso, è quella di rappresentare i fatti “a prescindere” dagli esiti della politica, a costo che siano inattivati, sconfessati dalla decadenza degli organismi che li hanno generati e/o da nuove forze in campo. È il caso ad esempio del decreto sulla rimborsabilità dei farmaci proposto dal ministero della Salute e passato al vaglio della Conferenza Stato-Regioni a inizio agosto o dei lavori preparatori al Patto per la Salute, cui hanno preso parte forze imprenditoriali, professionisti, associazioni di pazienti etc. sempre su sollecitazione del dicastero retto da Giulia Grillo.

La parola ai fatti

La nostra scelta però è stata facile. I fatti di cui ci occupiamo sono assolutamente ineludibili e senza tempo: chiunque ieri, oggi o domani avrà la responsabilità politica di come, dove, quando e perché allocare risorse destinate alla salute dei cittadini, non può né potrà fare a meno – ad esempio – di riflettere su quali indicatori e strumenti maneggiare per remunerare farmaci e dispositivi medici secondo valore generato, vantaggio terapeutico garantito rispetto a prodotti analoghi e, ovviamente, disponibilità di cassa. Temi, peraltro, trattati sempre su questo numero nell’intervista di copertina al direttore esecutivo dell’Ema Guido Rasi, nel lungo articolo a firma di Andrea Mantovani e nell’intervento dell’amministratore delegato Fulvio Renoldi Bracco, entrambi pubblicati nella sezione “Sotto la lente”.

A proposito di Guido Rasi. Probabilmente il messaggio più forte lanciato dal direttore dell’Ema dalle colonne del nostro giornale riguarda l’assenza di una congrua politica farmaceutica realizzata in Italia che stride con il ruolo di principale produttore europeo, la sua esperienza regolatoria e le sue grandi potenzialità in pipeline. L’Italia del farmaco non pesa in Europa, aggiunge Rasi, che non sa farsene una ragione, né tuttavia s’addentra in spiegazioni riconducibili in qualche modo alla politica. Lui non lo fa, d’accordo. Ma è ovvio che se il Tricolore s’affloscia a Bruxelles, a Roma non è che svetti. Soprattutto di questi tempi.