Creare valore per le persone: questo l’impegno di Ucb

L’attenzione a tutti i dettagli della relazione tra paziente e stakeholder creando percorsi di cura virtuosi che coinvolgono tutti i dipendenti della società nata in Belgio nel 1928. Ne parla Pasquale Impesi, amministratore delegato della filiale italiana. Dal numero 171 del magazine. *IN COLLABORAZIONE CON UCB

Ucb

La missione è chiara. “Facciamo farmaci per fare stare meglio le persone. Comprese le nostre”. L’obiettivo? Semplicemente diventare la compagnia biofarmaceutica preferita dai pazienti, nelle aree terapeutiche presidiate. Pasquale Impesi, amministratore delegato di Ucb Italia, sintetizza così il principio cui si attiene l’Unione Chimica Belga (nata nel 1928), che si realizza nel ricercare, sperimentare, sviluppare e distribuire farmaci (soprattutto in neurologia e immunologia), partendo dai bisogni terapeutici insoddisfatti, coinvolgendo e ingaggiando i pazienti nella conoscenza del percorso di cura anche con soluzioni e servizi che ne facilitino l’aderenza.

Ucb al servizio dei pazienti

L’attenzione ai pazienti-persone è interrelata con l’organizzazione aziendale, strutturata secondo il modello e i programmi formativi che esaltano l’intelligenza emotiva, ovvero quella capacità – stando alla definizione degli psicologi Peter Salovey e John D. Mayer che primi la formularono negli anni €90 – “di controllare i sentimenti ed emozioni proprie e altrui, distinguere tra esse e utilizzare le informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni”. L’accelerazione impressa da Impesi – in sella dal 2016 – segue proprio questi binari e punta a un’idea di “valore” collegata sia alla cura delle persone (non solo della malattia, quindi) che alla formazione e al work-life balance dei dipendenti (102 nel nostro Paese, di cui il 48% in sede e il 52% sul territorio), promuovendo anche il lavoro a distanza.

Napoletano giramondo (esperienze di responsabilità in Europa e Usa con Johnson&Johnson, Abbott, AbbVie), Pasquale Impesi conferma tutto e accenna in proposito all’Ecosystem Lead, “una figura professionale nuova nel mercato del lavoro e centrale nel nostro modello organizzativo, in grado di relazionarsi con tutte le figure che operano nel sistema salute nello specifico contesto geografico di sua competenza”. Ucb conta 7.500 dipendenti distribuiti in quaranta paesi del mondo e nel 2018 ha fatturato 4,6 miliardi di euro a livello globale, investendo il 25% in R&D. “Nei prossimi sei anni – prosegue Impesi – saremo impegnati nel lancio di cinque nuovi farmaci”. La società ha anche costituito una controllata - finanziaria (Ucb Ventures), grazie alla quale investe in start-up e piattaforme biotecnologiche, oltre che in terapie sperimentali innovative.

Il portfolio di Ucb

A oggi nel portfolio di Ucb rientrano trattamenti per malattie neurologiche, immunologiche e osteomuscolari. Un’ altra linea in forte sviluppo riguarda le malattie reumatiche e dermatologiche di origine autoimmune (già disponibile un anticorpo monoclonale anti-TNF α indicato per il trattamento di artrite reumatoide, spondiloartrite assiale, artrite psoriasica e psoriasi).

“Siamo riconosciuti – conclude Impesi – per il nostro know-how nell’ambito del trattamento dell’epilessia: un esempio è il primo farmaco dopo un decennio dal precedente con indicazioni pediatriche e un altro, prossimo alla fase registrativa, per le forme più resistenti di patologia”.

 In collaborazione con Ucb