Incidenza del diabete in calo secondo una revisione sistematica del Bmj

Il lavoro mostra una riduzione dei nuovi casi a partire dal 2005, probabilmente grazie all'efficacia delle attività di prevenzione. Continua ad aumentare invece la prevalenza

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Dopo tanti anni in cui la diffusione del diabete ha seguito un trend in continua crescita, sembra esserci una piccola buona notizia, anche se gli esperti incitano alla cautela. Una revisione sistematica condotta da un gruppo di ricercatori del Baker Heart and Diabetes Institute di Melbourne in Australia e pubblicata sul Bmj, mostra infatti una riduzione dell’incidenza del diabete di tipo 2 (i nuovi casi della patologia registrati ogni anno). Continua invece ad aumentare la prevalenza (il numero di persone con la malattia), probabilmente a causa delle nuove e migliori terapie e un aumento della sopravvivenza. Lo studio a firma di Dianna Magliano e Jonathan Shaw è stato presentato dagli stessi ricercatori al meeting annuale dell’Associazione europea per lo studio del diabete (Easd) in corso a Barcellona.

Inversione dell’incidenza del diabete

Magliano e il suo team di ricerca hanno esaminato i dati pubblicati sull’incidenza del diabete di tipo 2 in tre periodi, in più di cento popolazioni in paesi prevalentemente ad alto reddito. Per farlo hanno attinto dai database Medline, Embase e Cinahl alla ricerca di studi pubblicati da gennaio 1980 ad agosto 2017. Gli autori del lavoro scrivono che sebbene l’incidenza sia aumentata costantemente fino al 2005, circa un terzo degli studi più recenti suggerisce una riduzione della stessa e un altro terzo che sia invece stabile. Secondo i ricercatori queste tendenze potrebbero essere dovute all’efficacia delle attività di prevenzione del diabete.

I dati della revisione

Tra i 22 833 abstract selezionati, sono stati inclusi 47 studi, fornendo dati su 121 popolazioni separate specifiche per sesso o etnia. Tra il 1960 e il 1989 il 36% (8/22) delle popolazioni studiate presentava tendenze crescenti nell’incidenza del diabete, il 55% (12/22) aveva tendenze stabili e il 9% (2/22) aveva tendenze decrescenti. Nel periodo tra il 1990 e il 2005 l’incidenza del diabete ha raggiunto il 66% (33/50) delle popolazioni in esame, è rimasta stabile nel 32% (16/50) e diminuita nel 2% (1/50). Nel periodo 2006-2014, sono state riportate tendenze crescenti solo nel 33% (11/33) delle popolazioni. Mentre il 30% (10/33) e il 36% (12/33) hanno avuto un’incidenza stabile o in calo, rispettivamente.

Monitorare l’epidemia

“il lavoro mostra che nella maggior parte dei paesi per i quali sono disponibili dati, l’incidenza del diabete diagnosticato è aumentata dagli anni ’90 alla metà degli anni 2000″ concludono gli autori. “Ma da allora è rimasta stabile o in calo. Strategie preventive e campagne di educazione e sensibilizzazione sulla salute pubblica avrebbero potuto contribuire a questa recente tendenza. I dati sono limitati nei paesi a basso e medio reddito in cui le tendenze nell’incidenza del diabete potrebbero essere diverse. Il miglioramento della raccolta, della disponibilità e dell’analisi dei dati di incidenza sarà importante per monitorare efficacemente l’epidemia. Così come guidare gli sforzi di prevenzione nel futuro”.