Purdue Pharma dichiara fallimento per la crisi degli oppioidi negli Usa

Alla fine la società accusata di aver alimentato l'epidemia americana di dipendenza da oppioidi con la promozione aggressiva dell'antidolorifico ossicodone ha presentato l'istanza di fallimento

Purdue Pharma dichiara fallimento. Alla fine la società accusata di aver alimentato l’epidemia americana di dipendenza da oppioidi con la promozione aggressiva dell’antidolorifico ossicodone ha presentato l’istanza di fallimento.

Tutto parte dell’accordo

Era nell’aria. Qualche settimana fa l’azienda aveva informato di aver raggiunto un’intesa con 24 Stati americani per trovare una soluzione al gran numero di processi a suo carico (circa duemila). Il patto prevedeva lo scioglimento della società e un pagamento da parte della famiglia Sacklers (proprietaria di Purdue) di quasi 12 miliardi di dollari. Alcuni Stati, però, (sostanzialmente gli altri rimasti fuori dalla lista di accordi) non concordano completamente con quanto pattuito, in quanto, a loro dire, mancherebbe l’ammissione di colpa da parte della multinazionale per i danni arrecati. In aggiunta a ciò, alcuni governatori locali tra cui quelli degli Stati di New York, Connecticut e Massachussets, vorrebbero ancora più salato il conto per la famiglia Sacklers.

Cosa accede ora?

Ora il futuro della società incriminata potrebbe portare alla realizzazione di una nuova società senza scopo di lucro con la possibilità di produrre ancora farmaci contro l’overdose da oppioidi e da distribuire gratuitamente o a basso costo. A quanto rivela la Cnn, il nome del nuovo soggetto sarà NewCo e baserà buona parte del suo business su Otc a base di naloxone.