Sostenibilità a 360 gradi: la farmaceutica chiede alle istituzioni un gioco di squadra

Da un incontro promosso da Chiesi a Roma l’appello a creare sinergie tra Governo e un settore che rivendica l’impegno per sviluppo economico e la sostenibilità economica, ambientale e sociale. Scaccabarozzi (Farmindustria): “Bene il ministro Speranza quando dice che la sanità non è un costo”

sostenibilità a 360 gradi

Economica, ambientale e sociale. Per l’industria farmaceutica italiana la sfida della sostenibilità passa da questi tre aggettivi. Una sfida che diventa “sostenibile” soltanto se imprese e istituzioni lavorano in sinergia. È il messaggio che arriva dall’evento “La ricerca e l’innovazione italiana, il valore della sostenibilità” organizzato ieri sera a Roma da Chiesi Italia. “La filosofia del Gruppo Chiesi è quella di rendere l’offerta farmacologica sempre più sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale. Anche per tale ragione il settore del farmaco, che si conferma come asset strategico per la crescita economica del nostro Paese, ha la necessità di avere politiche di medio-lungo periodo incentrate su investimenti in ricerca e innovazione, nella consapevolezza di rappresentare un grande patrimonio industriale”, spiega Alberto Chiesi, presidente di Chiesi spa.

Coscienza “green” per imprese e politica

Il Gruppo Chiesi è il primo gruppo farmaceutico internazionale ad aver ottenuto la certificazione di “B Corporation” come riconoscimento di alti standard sociali e ambientali. Una certificazione dall’ente no profit B Lab, che sostiene le attività aziendali orientate a generare un impatto positivo sulla società e sul pianeta.

Al convegno dell’azienda di Parma presenti due esponenti del Governo. Paola De Micheli, ministro delle infrastrutture e dei trasporti sottolinea che “la sostenibilità e l’innovazione devono essere una molla per le politiche attive e gli investimenti” in Italia. “In passato – ricorda il ministro – i concetti di ambiente e sostenibilità erano percepiti come un peso e un costo, spesso come problemi legati a un eccesso di burocrazia. Invece è una sfida che va raccolta, anche prendendo esempio dalla buone pratiche dei privati”.

Francesco Boccia, ministro per gli Affari Regionali, invita a leggere “fra le righe delle manovra”, dove i “riferimenti a un New Green Deal e a una serie di misure che incideranno su sostegno a ricerca e innovazione” testimonierebbero l’impegno del Governo su questi fronti. Da Boccia anche un accenno all’autocritica che vale per tutta la classe politica: “Sulla sostenibilità ambientale serve una visione che ci permetta di guardare lontano, una visione che spesso è stata declamata e mai applicata. In Parlamento troppo spesso sentiamo parlare di attenzione all’ambiente in periodi ‘lontani’ dalla manovra, un’attenzione che poi svanisce con la legge di bilancio”.

La sostenibilità ambientale sta a cuore all’industria farmaceutica. “Su questo tema siamo avanti da anni”, dice a margine dell’evento il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi. “Siamo riusciti a ridurre del 70% le emissioni e di oltre il 50% di consumo di energia. Il nostro – continua – deve essere un settore coerente: ci occupiamo di salute e dobbiamo farlo a 360 gradi, non solo producendo i farmaci che fanno guarire, ma tutelando l’ambiente, in modo che le persone vivano più in salute”.

Certezze per la sostenibilità del settore

Se la sostenibilità va intesa a 360 gradi, inevitabile il riferimento agli equilibri di un settore, che è un volano per l’economia del Paese, e all’attualità politica. Per la farmaceutica, dice Scaccabarozzi, nella manovra “al momento non abbiamo visto nulla, ma credo che lungo il percorso arriverà qualcosa”. E sul nuovo ministro della Salute: “Ho apprezzato molto le dichiarazioni che il ministro ha fatto in questi giorni, quando ha detto che la sanità non è un costo ma un investimento per la salute dei cittadini. Ho apprezzato anche che non ci saranno tagli. Mi auguro ci sia la conferma dei fondi per l’innovazione e che ci sia anche la revisione dei tetti di spesa, come si era detto quanto abbiamo sottoscritto l’accordo sul payback”. Questione, quella della payback, che non è certo superata: “Altri anni di payback ci attendono”, dice Scaccabarozzi. E poi un ultimo auspicio: “Ci auguriamo anche di non assistere a revisioni selvagge del prontuario, che non portano da nessuna parte”.

Parole in linea pronunciate da Alberto Chiesi nel saluto finale, preoccupato “per l’incertezza in cui è immersa l’industria farmaceutica presente nel nostro Paese, soprattutto quella italiana”. Da qui l’appello al Governo: “Chiediamo di lavorare insieme per ristabilire condizioni di certezza e sostenibilità, evitando decisioni sui farmaci improntate a prevalenti obiettivi economicistici”. A invocare un gioco di squadra con le istituzioni è anche Ugo Di Francesco, ceo del Gruppo Chiesi: “Bisogna lavorare tutti insieme come un ecosistema, al di là dei singoli ruoli e dei silos. Aziende, istituzioni e mondo accademico non sono in antitesi, devono lavorare in modo integrato. Tutti – conclude il manager – vogliamo fare la nostra parte per garantire la sostenibilità al sistema sanitario italiano”.