L’Oms punta sugli equivalenti, accordo con la Generic and biosimilar medicines association

A firmare il memorandum of understanding sono stati il Direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus e il presidente dell'associazione internazionale dei genericisti Jim Keon. Obiettivo, migliorare l'accesso ai medicinali

Coronavirus

L’Oms punta sugli equivalenti grazie a un Memorandum of understanding con la Generic and biosimilar medicines association (Igba) per facilitare l’accesso universale a un sempre più ampio ventaglio di farmaci. A firmare sono stati il Direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus e il presidente dell’associazione internazionale dei genericisti Jim Keon.

I prezzi

I listini dei farmaci sono sempre sul tavolo di lavoro dell’Oms e rappresentano l’ostacolo più grande per l’accesso alle cure. La firma apposta su questo documento conferma una politica nota da tempo all’interno dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il grosso delle molecole della lista per i farmaci essenziali sono genericate. Gli equivalenti godono di una certa priorità per i Paesi in via di sviluppo o in circostanze di emergenza grazie ai prezzi ribassati del 70% rispetto ai brand. Il programma di prequalificazione dell’Oms sulla valutazione dei farmaci che meritano priorità rispetto ad altri, secondo uno studio di McKinsey permette di risparmiare 590 milioni di dollari all’anno. Per ogni dollaro investito, scrive l’Oms in un comunicato, la prequalificazione consente un ritorno di 30-40 dollari.

Intercambiabilità

L’Organizzazione mondiale della sanità ha lavorato al miglioramento delle linee guida sull’intercambiabilità dei farmaci grazie anche al supporto di un altro importante documento, la lista dei comparatori internazionali, che divulga informazioni sui trial clinici per la bioequivalenza.

L’eradicazione della polio 2

Intanto arriva l’annuncio di un altro importante traguardo raggiunto. Il Dg dell’ente ha dichiarato che anche il secondo ceppo del virus della polio, quello contrassegnato con il numero 2, è stato eradicato ufficialmente. Ora resta solo il tipo 1 da sconfiggere. I sintomi dei 3 ceppi, sottolinea il comunicato dell’organizzazione, sono identici. Ma le differenze genetiche e virologiche li fanno comportare come tre virus separati, da combattere singolarmente. Ora resta solo il tipo 1, che è endemico solo in Afghanistan e Pakistan e di cui sono stati registrati 88 casi dall’inizio dell’anno nei due paesi. “Questo traguardo è una pietra miliare per la salute globale – ha commentato Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’Oms. Rimaniamo fortemente impegnati per assicurare che tutte le risorse necessarie siano messe in campo per eradicare tutti i ceppi”.