Gli oncologi chiedono più risorse per gli innovativi. Sileri: “Il fondo sarà rinnovato, ma senza incrementi”

Al congresso nazionale Aiom, da cui arriva anche al proposta di abolire i prontuari regionali, l’annuncio del viceministro: “500 milioni all’anno”. Sulla proposta Aifa per la sostituibilità automatica biologici-biosimilari prevale lo scetticismo tra gli specialisti

farmaci innovativi

Il Fondo per i farmaci oncologici innovativi va confermato e incrementato. I tempi di accesso alle nuove cure sono troppo lunghi e diseguali, vanno aboliti i prontuari regionali. Quanto alla proposta Aifa sulla sostituibilità automatica tra biologici e biosimilari, occorre molta prudenza. Sono questi alcuni messaggi che gli oncologi italiani inviano alle istituzioni dal congresso nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che si è aperto oggi a Roma.

Il Fondo per gli oncologici innovativi

Il Fondo triennale per i farmaci oncologici innovativi è stato istituito per la prima volta con legge di Bilancio nel 2017, con una dotazione di 500 milioni di euro all’anno ed è in scadenza. “È urgente la conferma di questa fonte di risorse dedicate. Nel 2018, il limite di 500 milioni di euro è stato sforato, infatti la spesa per i farmaci oncologici innovativi con accesso al Fondo è stata pari a 657 milioni. Per questo ne chiediamo non solo la conferma, ma anche un incremento”, afferma la presidente nazionale di Aiom, Stefania Gori.

L’annuncio di Sileri: sarà rinnovato con 500 milioni

Sul tema arrivano immediatamente le rassicurazioni del viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, intervenuto al congresso: “Verrà rinnovato il Fondo per i farmaci oncologici per il triennio 2021-2023: sarà pari a 500 milioni di euro per ogni annualità”. Secondo Sileri, sarà anche rinnovato l’altro fondo, quello per i farmaci innovativi non oncologici (nato per sostenere i costi delle terapie in grado di eradicare l’epatite C), con una dotazione di risorse uguale a quella del fondo per gli antitumorali. Il viceministro esclude quindi un aumento delle risorse a disposizione del Fondo per gli oncologici: “Non possiamo rimanere indietro nel trattamento dei pazienti oncologici e per il futuro sarà necessario incrementare tale Fondo. Non ora, ma in futuro e grazie ai virtuosismi che si genereranno nel sistema”.

Tempi di accesso e prontuari regionali

Un altro tema caro agli oncologi è quello dei tempi di accesso alle nuove cure. In Italia, in media, servono più di due anni per accedere alle terapie innovative. Tempi che si allungano anche perché le singole Regioni regolano l’accesso sulla base di differenti prontuari terapeutici regionali. Prontuari che secondo Aiom “devono essere aboliti”. I tempi di approvazione sono troppo lunghi, denuncia Gori, è “va garantita la disponibilità immediata delle terapie salvavita”.

Biosimilari, proposta Aifa non convince

Fra i temi di attualità, non manca un riferimento alla proposta dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) di introdurre la sostituibilità automatica tra farmaco biologico e biosimilare di riferimento. Giordano Beretta, presidente eletto Aiom, esprime la preoccupazione degli oncologi per una proposta che rischia di “innescare un meccanismo di continua, ripetuta, sostituzione del farmaco sulla base solo di requisiti economici”. Aiom ritiene, come altre società scientifiche, che la scelta del farmaco “debba rimanere una decisione affidata esclusivamente al medico prescrittore. Principio che – conclude Beretta – vale soprattutto per i pazienti già in cura, in cui la scelta dell’eventuale passaggio da una terapia all’altra rientra nell’esclusivo giudizio clinico”