OpenPharma, un position statement per promuovere l’open access nel mondo farma

Il documento porta avanti l’idea di arrivare progressivamente a un accesso completamente 'aperto' ai lavori sviluppati o finanziati dalle aziende farmaceutiche

openpharma

È stato appena pubblicato un position statement di Open Pharma sull’open access delle pubblicazioni scientifiche sviluppate o finanziate da aziende farma. OpenPharma è una sorta di think-tank formata da un gruppo di manager degli Hq farmaceutici (in particolare Gilead, NovoNordisk, Pfizer e Takeda) coinvolti nell’R&D o medical affairs e che gestiscono i programmi di pubblicazione scientifica dei clinical trial in cui sono coinvolte le loro aziende (non ci sono al momento aziende di medical device rappresentate).

Verso l’open access del farma

Il gruppo, che comprende altresì rappresentanti di agenzie di comunicazione medico scientifica, sta portando avanti l’idea di arrivare progressivamente a un accesso completamente ‘open’ ai lavori sviluppati o finanziati dalle farma companies. La loro posizione parte dalla considerazione che il farma, che attualmente finanzia circa la metà di tutta la ricerca biomedica, è sicuramente ormai il comparto leader nella pubblicazione e divulgazione delle ricerche medico scientifiche. Tuttavia, l’accesso al full text di molte ricerche finanziate dalle aziende è limitato dai paywalls delle riviste scientifiche.

La posizione di OpenPharma

Secondo OpenPharma, poiché l’open access consente a chiunque ne abbia bisogno, in qualsiasi parte del mondo, la possibilità di andare alle fonti primarie della scienza, questo darebbe un fortissimo impulso alla reputation del farma che secondo questi autori è in qualche modo oggi intaccata da una apparente “secrecy” dei dati primari.

Diritto di pubblicazione open access

L’obiettivo immediato dell’attività del gruppo è quello di  garantire agli autori che pubblicano ricerche finanziate dalle companies lo stesso diritto di pubblicare in open access fin dal primo giorno di pubblicazione, analogamente a quanto succede per le ricerche finanziate da altri enti finanziatori, indipendentemente dalla rivista. Come potranno farlo, rimane un grosso punto di domanda: tuttavia questo documento si pone nella scia di una serie di iniziative, quali Plan S e altre, che si propongono di “scardinare” i lucchetti delle pubblicazioni scientifiche.