Manovra 2020, Gimbe: buio pesto su personale e nuovi Lea

Non convince a pieno il testo e la Fondazione di Nino Cartabellotta ha messo sotto la lente di ingrandimento alcuni temi che rischiano di rimanere solo nella retorica politica. Su tutti i nuovi Livelli essenziali di assistenza e il piano assunzioni

Il testo della Legge di Bilancio 2020 approda in Parlamento con buone nuove per la sanità pubblica. Sono confermati i 3,5 miliardi di euro di aumento del fabbisogno sanitario nazionale (Fsn) standard per il biennio 2020-2021, eliminazione del superticket, aumento di due miliardi per il programma di ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico, in parte destinati alla dotazione tecnologica dei medici di famiglia. Ma è realmente tutto oro quello che luccica? si chiede la Fondazione Gimbe. “Al fine di favorire il dibattito parlamentare – afferma il presidente Nino Cartabellotta – oltre che il confronto tra Governo e Regioni al fine della stipula del Patto per la Salute, la Fondazione Gimbe ha realizzato un’analisi indipendente degli investimenti previsti per la sanità nella Legge di Bilancio 2020”. Dall’analisi sono escluse le misure finalizzate al recupero di risorse (rimodulazione detrazioni fiscali, sugar tax, accise tabacchi, etc.) che non necessariamente saranno reinvestite in sanità.

Fabbisogno sanitario nazionale (Fsn) standard 2020-2022

Secondo Gimbe il testo della manovra non menziona gli aumenti previsti dalla Legge di Bilancio 2019. Ovvero 2 miliardi nel 2020 e 1,5 miliardi nel 2021. “Un incremento di 3,5 miliardi in due anni – puntualizza Cartabellotta – rappresenta un grande risultato, tenendo conto che nel periodo 2010-2019 il Fsn è aumentato di soli 8,8 miliardi”. Queste risorse, tuttavia, rimangono appese al filo del Patto per la Salute 2019-2021 la cui stipula, con scadenza slittata dal 31 marzo al 31 dicembre, sembra ancora in alto mare. Il Mef è infatti molto scettico su due punti che hanno trovato la convergenza di Ministero della Salute e Regioni. Ossia il superamento di piani di rientro e commissariamenti e la maggiore flessibilità dei tetti di spesa per il personale. “Oltre a sollecitare Governo e Regioni ad accelerare la stipula del Patto – rileva il Presidente – la Fondazione Gimbe chiede di mettere nero su bianco il finanziamento del Fsn per il 2022 e richiamare esplicitamente gli incrementi 2020-2021”.

Gli obiettivi della Legge di Bilancio 2020

Il testo della Legge di Bilancio 2020 prevede risorse finalizzate a specifici obiettivi. Eliminazione superticket, l’edilizia, le apparecchiature sanitaria e il fondo disabilità.

Il superticket

Dal primo settembre 2020 sarà abolito l’iniquo balzello applicato dalle Regioni per la compartecipazione alle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale. Per garantire le coperture il Fsn standard viene aumentato di 185 milioni per il 2020 e di 554 milioni annui a decorrere dal 2021. “Il Ministro Speranza – commenta il Presidente – ha finalmente portato a casa un risultato storico per ridurre le diseguaglianze. Anche se il processo di riduzione/eliminazione del superticket era già stato avviato da alcune Regioni”.

Ristrutturazione edilizia

Aumenta di due miliardi il fondo per il programma pluriennale. “Riconoscendo l’impegno del Governo – commenta Cartabellotta – è bene precisare che tali risorse non saranno immediatamente disponibili. Ad esempio, i 4 miliardi messi sullo stesso piatto dalla precedente Legge di Bilancio saranno distribuiti alle Regioni durante un arco temporale che si estende sino al 2033”.

Le apparecchiature sanitarie

Oltre 235 milioni del fondo per la ristrutturazione edilizia e l’ammodernamento tecnologico saranno destinati ad apparecchiature sanitarie per erogare prestazioni di competenza dei medici di medicina generale. “Si tratta – spiega il Presidente – di un segnale storico, anche se l’efficacia di questo investimento per ridurre le liste di attesa è un’avvincente ipotesi tutta da dimostrare. Inoltre, per massimizzarne il ritorno, l’investimento dovrebbe essere accompagnato da misure normative, contrattuali, organizzative e formative. Infine, opportuno rilevare che rispetto ai test diagnostici di primo livello (elettrocardiogramma, spirometria, etc.), eseguibili in qualsiasi ambulatorio, gli innovativi sistemi di tele-assistenza rischiano di rimanere sottoutilizzati in assenza adeguate infrastrutture, formazione di professionisti e pazienti”.

Il fondo per la disabilità

Istituito per “finanziare interventi finalizzati al riordino e alla sistematizzazione delle politiche di sostegno alla disabilità”, prevede una dotazione di 50 milioni per il 2020, 200 milioni per il 2021 e 300 milioni dal 2022. “Vista la parziale sovrapposizione nella denominazione – commenta Cartabellotta – sarebbe opportuno sia esplicitare che queste risorse vanno ad integrare il Fondo nazionale per la non autosufficienza che oggi ammonta a circa 570 milioni, sia specificarne meglio la destinazione d’uso”.

Rinnovo dei contratti ’19-’21

L’articolo 13 incrementa le risorse a carico dello Stato da destinare alla contrattazione collettiva nazionale per il triennio 2019-2021. Sono previsti con incrementi retributivi (1,3% nel 2019, 1,9% nel 2020, 3,5% dal 2021) per il personale della Pubblica amministrazione. Invece, per il personale dipendente e convenzionato del Ssn gli oneri rimangono carico dei bilanci delle relative amministrazioni ed enti. “Traducendo il politichese – puntualizza il Presidente – non esistono risorse dedicate per i rinnovi contrattuali del personale sanitario e le Regioni dovranno reperirle dal Fsn”.

I grandi assenti

Ma secondo l’analisi della Fondazione ci sono ancora dei punti in chiaro-scuro da sistemare e numerose criticità, in particolare sul fronte del personale e dei nuovi Lea.

Personale sanitario

A fronte del grave impoverimento del capitale umano della sanità pubblica, il testo della manovra non contiene alcun investimento dedicato né per i rinnovi contrattuali, né per lo sblocco del turnover secondo i parametri fissati dal Decreto Calabria, né prevede l’incremento del numero delle borse di specializzazione.

I Lea

A quasi 3 anni dalla pubblicazione del Dpcm 12 gennaio 2017 continua il silenzio sulla mancata esigibilità dei nuovi Lea. I nomenclatori tariffari relativi a specialistica e protesica restano “ostaggio” del Mef, scrive Gimbe, per mancata copertura finanziaria, impedendo l’esigibilità delle nuove prestazioni nella maggior parte delle Regioni. Le stime per la copertura oscillano tra 800 milioni (Ragioneria Generale dello Stato) e 1.600 milioni (Conferenza Regioni e Province autonome).

Farmaci innovativi

Nel testo della manovra non cè traccia del rinnovo dei due fondi destinati a farmaci innovativi e innovativi oncologici, ciascuno di 500 milioni. “Vero è – precisa Cartabellotta – che la Legge di Bilancio 2017 istituiva i fondi senza definirne alcuna scadenza. Ma dopo il primo triennio è opportuno che la manovra metta nero su bianco la conferma con i relativi capitoli di bilancio (quota premiale vs Fsn)”.