L’antitrust Usa dice sì all’operazione Bms-Celgene

Dopo il via libera di luglio 2019, arriva anche quello dagli Usa per l'acquisizione da 74 miliardi di dollari

celgene italia

Anche dagli Usa arriva il sì all’operazione Bms-Celgene. L’antitrust americano ha dato il suo benestare per l’acquisizione di Celgene da parte di Bristol-Myers Squibb del valore di 74 miliardi di dollari. C’è un ma. Bms dovrà disinvestire in un ramo aziendale ben preciso, quello della psoriasi.

Effetto domino

Il semaforo verde ha una doppia valenza, perché riguarda anche un terzo soggetto, Amgen. L’azienda, infatti, aveva già messo mano al portafogli per pagare i 13,4 miliardi di dollari per il farmaco contro la psoriasi appartenente a Celgene. In questo modo Amgen ha in qualche modo sbloccato l’impasse Bms-Celgene. A questo punto, come dichiarato da Bms stessa, l’operazione con Celgene dovrebbe chiudersi nei tempi previsti. Già mercoledì 20 novembre potrebbe arrivare il closing con la conferma anche dell’acquisizione del farmaco da parte di Amgen. Un gioco di incastri perfettamente riuscito a quanto pare.

Apremilast

Amgen acquisirà tutti i diritti del farmaco e tutti gli altri asset che lo riguardano. L’accordo prevede, tra l’altro, il passaggio dei dipendenti di Celgene che si occupano della produzione del medicinale alla nuova proprietà.

Sì all’operazione Bms-Celgene: il via libera europeo

A luglio 2019 era arrivato già il parere positivo della Commissione europea che ha avvicinato le parti verso la chiusura dell’accordo. Le quote del nuovo colosso che si affaccerà sui mercati nel 2019 saranno ripartite come segue: 69% a Bms, 31% a Celgene. L’obiettivo di questa operazione è quello di smuovere le acque nel settore dei trattamenti antitumorali e malattie immunologiche e creare un nuovo attore sulla scena internazionale con una capitalizzazione che si aggira intorno ai 130 miliardi di dollari.