Lea 2010-2017, l’analisi Gimbe: “Troppa disparità tra le regioni”

L'analisi attesta una percentuale cumulativa di adempimenti regionali ai livelli essenziali di assistenza del 73% con una forbice molto ampia: dal 92% dell'Emilia Romagna al 53% della Campania

Ogni anno il ministero della Salute pubblica il monitoraggio dei Lea attraverso la cosiddetta Griglia Lea per verificare l’effettiva erogazione delle prestazioni sanitarie che le Regioni devono garantire ai cittadini. Per le Regioni considerate inadempienti e sottoposte a Piano di rientro, il ministero della Salute prevede uno specifico affiancamento nell’ambito dei rispettivi programmi operativi. Quanto emerge da una ricerca condotta Gimbe considerando gli anni dal 2010 al 2017 è che in questo decennio le differenze tra le varie regioni italiane non sono diminuite.

Cartabellotta: “La griglia Lea si è appiattita”

“Il nostro osservatorio – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – rileva ormai da anni che la griglia Lea si è progressivamente “appiattita” e non è uno strumento adeguato per verificare la reale erogazione delle prestazioni sanitarie e la loro effettiva esigibilità da parte dei cittadini. In altre parole – continua il presidente – dal 2008 lo Stato certifica l’erogazione regionale delle prestazioni con uno strumento sempre meno adeguato per valutare la qualità dell’assistenza sanitaria. Infatti, a fronte dei risultati dell’ultimo monitoraggio (2017) che documenta un trend dei punteggi Lea in progressivo aumento dal 2012 e identifica come inadempienti solo Calabria e Campania, numerosi report indipendenti nazionali e internazionali attestano invece un peggioramento della qualità dell’assistenza, in particolare secondo la prospettiva del cittadino/paziente”.

Lea 2010-2017, lo studio

Considerato che Governo e Regioni sono impegnati nella stesura del nuovo Patto per la Salute, Gimbe rende disponibili i risultati preliminari dello studio “Adempimenti Lea 2008-2017” avviato con l’obiettivo di valutare le performance regionali negli ultimi 10 anni. Sono stati analizzati i 10 monitoraggi annuali del ministero della Salute pubblicati dal 2008 al 2017. Dal report preliminare sono stati esclusi gli anni 2008 e 2009 che richiedono analisi complesse attualmente in corso. Pertanto, i risultati sono relativi al periodo 2010-2017.

I risultati

La percentuale cumulativa di adempimento delle Regioni è del 73,7%. In altri termini, se i punteggi rappresentano l’indicatore ufficiale per monitorare l’erogazione dei Lea, il 26,3% delle risorse assegnate dallo Stato alle Regioni nel 2010-2017 non ha prodotto servizi per i cittadini. Interessante rilevare che la percentuale di mancato adempimento relativa al 2017 (18,7%) è simile alla stima di sprechi e inefficienze (19%) dell’ultimo Rapporto Gimbe sulla sostenibilità del Ssn. Il trend 2010-2017 documenta un aumento progressivo della percentuale di adempimento. Dal 64,1% del 2010 all’81,3% del 2017, un miglioramento che Gimbe definisce sovrastimato per il fenomeno di “appiattimento” della griglia Lea sopra descritto. Inoltre le Regioni e Province autonome non sottoposte a verifica degli adempimenti hanno performance peggiori di quelle sottoposte a verifica, ma con trend di miglioramento molto differenti.

In particolare, se Friuli-Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento hanno raggiunto elevate percentuali di adempimento, le performance di Valle D’Aosta e soprattutto di Sardegna e Provincia autonoma di Bolzano sono allineate a quelle delle Regioni in Piano di rientro. Solo 11 Regioni superano la soglia di adempimento cumulativo del 75% e, ad eccezione della Basilicata, sono tutte situate al Centro-Nord, confermando sia la “questione meridionale” in sanità, sia la sostanziale inefficacia dei Piani di rientro nel migliorare l’erogazione dei Lea.

Cambio di passo nel 2020

“Questa valutazione pluriennale – commenta Cartabellotta – fornisce numerosi spunti per definire le regole di implementazione del Nuovo sistema di garanzia che, salvo ulteriori ritardi, dovrebbe mandare in soffitta la griglia Lea dal gennaio 2020”.