La farmacovigilanza del futuro? Più engagement, collaborazione e digitale

In un articolo pubblicato su Clinical pharmacology and therapeutics, Guido Rasi, Sabine Straus e Peter Arlett indicano i tre pilastri su cui i controlli sulla sicurezza dei medicinali si potrebbero basare entro il 2030

La farmacovigilanza del futuro sarà più vicina all’engagement e al digitale. Almeno queste sono le previsioni da qui al 2030 che Guido Rasi, Direttore esecutivo di Ema, Sabine Straus, capo della comitato sicurezza Ema e Peter Arlett, guida della farmacovigilanza ed epidemiologia dell’ente di Amsterdam hanno affidato un articolo pubblicato il 22 novembre su Clinical pharmacology and therapeutics.

Le previsioni al 2030

I controlli dell’agenzia regolatoria, di recente, hanno attivato una serie di procedure atte a bloccare la diffusione di principi attivi contaminati. Il caso ranitidina e sartani (e più di recente la metformina anche se in misura minore) hanno certamente allertato aziende e opinione pubblica. L’auspicio e la previsione da qui a dieci anni è che i processi di farmacovigilanza siano più attenti alle necessità dei pazienti e che vengano coinvolte di più le associazioni che fanno a loro riferimento. Sono almeno tre i punti su cui gli autori si soffermano.

Report di casi singoli (Icsr)

Questo aspetto continuerà a essere centrale. Entro il 2030 l’Icsr si vorrebbe rendere tutto il procedimento più rapido e intuitivo (per quanto possibile). Le nuove tecnologie faranno da cardine, soprattutto grazie alle applicazioni e-health. In virtù di ciò dovranno migliorare anche le collaborazioni tra industria ed enti regolatori per rivedere le linee guida per la sicurezza e controllo post commercializzazione del Consiglio internazionale dell’armonizzazione (Ich).

Controllo post commercializzazione

L’obiettivo ulteriore è quello di passare da un’attività volontaria delle aziende quando si riscontrano problemi, a un’attività ancora più attiva, con una pianificazione a priori dei controlli da fare una volta che il farmaco è in commercio. Tutto ciò andrà supportato dai dati. Dati che permetteranno, neanche a dirlo, nell’analisi preventiva e predittiva degli aspetti di sicurezza di un determinato medicinale.

I pazienti

E poi loro, i pazienti. Secondo la previsione dei tre esperti, le associazioni saranno ancora più coinvolte nei meccanismi decisionali. I prodotti elettronici, tra l’altro, che si aggiornano in tempo reale, consentiranno di tenere sotto controllo in maniera più ferrea le prescrizioni, le dispensazioni e l’aderenza terapeutica.