Spoils system, Francesco Bevere non è più direttore generale di Agenas

A comunicarlo al manager dell'Agenzia nazionale per i servizi regionali è una lettera inviata dal ministro della Salute Roberto Speranza. Bevere resterà comunque a disposizione del direttore del personale del dicastero di Lungotevere Ripa

calabria

Francesco Bevere non è più il direttore generale di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). Dopo le polemiche suscitate nei giorni scorsi sull’intenzione da parte del ministro della Salute Roberto Speranza di rimuovere Bevere dal suo incarico, il manager avrebbe ricevuto la lettera dal ministero in cui si comunica la sua decadenza da direttore generale dell’Agenzia.

Secondo quanto riporta il sito di AdnKronos, nella lettera si chiede inoltre a Bevere, già dipendente del ministero della Salute, di mettersi a disposizione del direttore del personale del dicastero di Lungotevere Ripa.

Il parere del Consiglio di Stato

Lo stesso ministro Speranza, di recente, aveva chiesto un parere al Consiglio di Stato riguardo all’applicazione dello spoil system – già attuato per l’Agenzia italiana del farmaco – al direttore dell’Agenas, “Emerge, in definitiva, la differente posizione del direttore generale di Agenas rispetto a tutte quelle figure cui fisiologicamente deve applicarsi il meccanismo dello spoil system – si legge nel testo parere – con conseguente dubbio di compatibilità della norma tuttora in vigore con gli art. 95, 96, 97, 98 Cost.”.

Secondo la ricostruzione di Adn, Il ‘nodo’ appare legato alle nomine effettuate dal  ministro d’intesa con le Regioni, che già, almeno in parte, si sono espresse a favore della conferma del dg uscente.

Lo scetticismo delle regioni

Sull’eventuale mossa messa in atto da Roberto Speranza, avevano sollevato i propri dubbi, di recente, anche le regioni. “Ci sono decisioni che non dovrebbero prescindere da una condivisione tra Governo e Regioni: una di queste è senz’altro l’avvicendamento alla guida dell’Agenzia nazionale per servizi sanitari regionali, istituita proprio al fine di svolgere il ruolo di cerniera tra il ministero della Salute e le realtà regionali”. Così l’assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Icardi, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, sulla possibile messa in discussione dell’incarico da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza.

Icardi quindi aggiunge: “Ci attendiamo tutti un gesto di distensione da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza, nella consapevolezza che il tema non è certamente solo la rimozione del direttore di Agenas Francesco Bevere, per motivi che non comprendiamo, ma di evitare uno strappo tra le istituzioni che rappresentiamo e continuare a lavorare con quella leale collaborazione che ha sempre caratterizzato i rapporti tra Stato e Regioni”.

Anche l’assessore regionale del Veneto alla Sanità, Manuela Lanzarin, si dice preoccupato per la “frenata nei rapporti e nella collaborazione tra ministero della Salute e Regioni in materia di sanità”, dal momento che “solo qualche mese fa le Regioni hanno riconfermato all’unanimità la loro fiducia”, nell’attuale direttore Agenas.

Per l’assessore della Sanità della regione Sardegna, Mario Nieddu, “in un momento in cui Stato e Regioni dovrebbero lavorare per trovare la massima sintonia, in particolare nell’ambito delle delicate questioni che riguardano la sanità, riceviamo segnali preoccupanti da Roma”.

Una scelta che suscita perplessità

Luca Coletto, assessore alla Sanità della Regione Umbria, afferma che “gli argomenti e i temi rilevanti devono essere concordati con le Regioni, nel rispetto della loro autonomia”. “Sono certo – dice ancora Coletto – che il Ministro aiuterà a comprendere le ragioni di una scelta di cambio che trovo immotivata e a dissipare le nostre perplessità. Se Speranza si ostinasse a non tener conto di quanto in questi giorni spiegato dalla maggioranza delle Regioni e comunicato dallo stesso al presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini, il segnale della sua indifferenza ai temi dell’autonomia, almeno a quella già prevista dal Titolo V, sarebbe – conclude Coletto – un atto irrituale, grave e mai registrato in questi ultimi anni nei rapporti tra Stato e Regioni”.

“Per la Sicilia, l’Agenas – ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza – è un Ente pubblico che ha saputo assicurare terzietà, rispetto dei diversi ruoli e che ha accompagnato risultati tangibili. Agenas ci ha sostenuti nella elaborazione della Rete ospedialiera, stiamo lavorando alla Rete oncologica e a quella del territorio. Abbiamo adottato una convenzione per proteggere il nostro sistema dal rischio corruzione e siamo impegnati nel disegnare, assieme allo Stato, un progetto di grandi reti nazionali per l’alta specialità. Nella posizione da noi assunta non c’è altro che non sia la difesa di un difficile lavoro che è in corso”.