Associazioni civiche alle Regioni: “si faccia subito il Patto per la salute”

Una quarantina di associazioni di pazienti si appellano alle Regioni chiedendo che l'accordo venga trovato al più presto per non gettare al vento gli sforzi fatti fino a ora

Le associazioni civiche mandano un messaggio chiaro alle Regioni: “non si perda tempo e si faccia subito il Patto per la salute”. A formalizzare questa richiesta e a unirsi al coro unanime agli enti locali una quarantina di associazioni.

Perdita di tempo

“Nell’adozione del Patto per la salute abbiamo di fatto già perso un anno, perché siamo alla fine del 2019 mentre questo patto ha come orizzonte temporale il biennio 2019-21. Inoltre – continua la nota inviata a nome di tutti da Cittadinanzattiva – con questo patto si mettono a disposizione due miliardi di nuove risorse nel 2020 e 1,5 nel 2021, cifre importantissime che aspettavamo dopo anni di definanziamento del Servizio sanitario nazionale. Chiediamo che il Patto venga immediatamente siglato, e chiediamo alle Regioni che non approfittino della discussione sul tema per regolare altre questioni politiche che non hanno niente a che fare con la salute dei cittadini. Non si possono tenere le persone in ostaggio, dopo che negli ultimi mesi c’è stato ampio consenso da parte delle stesse Regioni, per questo risulta ancora più incomprensibile il fatto che non si ritenga di sottoscriverlo. Se il patto non sarà siglato entro il 31 dicembre si rischia di perdere le importantissime risorse aggiuntive e la flessibilità conquistata”.

Flessibilità

Un tema che sta molto a cuore alle associazioni è quello della formazione di nuovi professionisti della salute. “La proposta supera la logica dei tetti per diversi aspetti e riconosce quella maggiore flessibilità tante volte invocata proprio dalle Regioni, ad esempio nella gestione del personale. Prevede inoltre che si lavori alla definizione dei livelli organizzativi per l’erogazione dei servizi sanitari sul territorio, e, aspetto molto importante, anche un capitolo ad hoc che riguarda la partecipazione dei cittadini in sanità”.