Manovra, l’industria del farmaco “delusa” per la mancata revisione dei tetti di spesa

Farmindustria contesta l’assenza di un impegno, nell’ambito della legge di Bilancio, per rimodulare i tetti di spesa in ospedale e sul territorio. Assogenerici convidive il disappunto, ma esprime fiducia nelle rassicurazioni fornite dal ministro Speranza

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La manovra 2020 delude l’industria del farmaco. “In queste ore l’Aula del Senato sta votando il maxi emendamento del Governo alla Legge di Bilancio che non risolve il problema della rimodulazione dei tetti della spesa farmaceutica pubblica, che fissano da anni gli stanziamenti per la spesa in ospedale e in farmacia”, scrive in una nota Farmindustria. Di “ennesima delusione” parla Assogenerici, che però esprime “fiducia nella rimodulazione promessa oggi da Speranza” nel corso di un incontro.

Tetti di spesa inadeguati

Farmindustria “considera positivamente l’incremento delle risorse dedicate alla politica della salute, ma rileva con preoccupazione l’ulteriore rinvio di questa rimodulazione, che avverrebbe a parità di risorse finanziarie stanziate”. Per l’associazione la spesa farmaceutica pubblica è “palesemente inadeguata rispetto alla domanda effettiva di salute del Paese, tenuto conto del rapido invecchiamento della popolazione, delle straordinarie innovazioni dei farmaci ospedalieri e di una spesa in farmacia già fortemente contenuta sotto il tetto fissato”. Non rivedere gli attuali tetti di spesa rende, secondo l’associazione, “di fatto indisponibile circa 1 miliardo di euro degli stanziamenti fissati per legge, già inferiori di circa il 25% rispetto alla spesa negli altri Paesi europei”.

Il patto non rispettato

La necessità di correggere i tetti di spesa è stata espressa in questi giorni anche dal ministro della Salute, Roberto Speranza. “Una linea già espressa dalle Regioni – ricorda l’associazione – in occasione dell’Accordo sottoscritto con Farmindustria e Assogenerici e che ha portato alla soluzione positiva dei contenziosi sui versamenti dell’industria farmaceutica (payback) per gli anni 2013-2017 e al pagamento di 2,4 miliardi da parte delle imprese; dal precedente ministro Giulia Grillo quando ha ritenuto di sostenere questo accordo con una norma di legge e dalle organizzazioni sindacali di settore attraverso un comunicato pubblicato nei giorni scorsi”.

Investimenti a rischio

Secondo Farmindustria siamo di fronte a “scelte che renderanno difficile attrarre e addirittura mantenere gli investimenti in Italia, in un contesto mondiale sempre più competitivo, con una perdita della credibilità del sistema Paese”. Scelte che non tengono conto del ruolo che il comparto rappresenta per l’economia del Paese: “L’industria farmaceutica si è affermata come hub europeo e uno dei motori dell’economia. Grazie al valore di occupazione, investimenti, esportazioni, Ricerca e studi clinici. E ha fatto la propria parte per rispettare l’accordo sottoscritto con le Regioni per una nuova governance”. L’appello finale è netto e chiede risposte rapide: “Ora le imprese del farmaco si attendono che il Patto finora disatteso sia rispettato dalle Istituzioni, già in Manovra o nel primo provvedimento utile”, conclude la nota di Farmindustria.

La posizione di Assogenerici

Una nota di Assogenerici informa di incontro avuto oggi con il ministro della Salute, Roberto Speranza. ““La mancata rimodulazione dei tetti di spesa farmaceutici nell’ambito della manovra in corso d’esame al Senato rappresenta una ennesima delusione per le aziende del comparto farmaceutico. Tuttavia – commenta il presidente di Assogenerici, Enrique Häusermann, abbiamo fiducia sulle soluzioni tratteggiate oggi nel corso di un incontro da parte del ministro Speranza sulla possibilità che la ‘equilibrata rimodulazione dei tetti di spesa’ possa essere inserita nel primo provvedimento utile entro i primissimi mesi dell’anno”.

Durante l’incontro, spiega Enrique Häusermann, si è parlato di “una riforma della governance del settore di più ampio respiro dotata della flessibilità necessaria ad adattarsi ad una assistenza farmaceutica con caratteristiche del tutto diverse anche solo a dieci anni fa”. Secondo il presidente di Assogenerici, “il sistema finora concepito essenzialmente sugli acuti deve predisporsi con urgenza ad affrontare soprattutto la sfida delle cronicità”.  L’associazione ha quindi ribadito al ministro “il ruolo che le aziende degli equivalenti e dei biosimilari possono giocare in tema di sostenibilità del Ssn solo a patto di un cambio di passo sulla governance”.