Depressione, la sostanza attiva dei “funghetti magici” supera il primo trial

La psilocibina è stata testata per la prima volta in un trial clinico randomizzato, condotto su 89 volontari sani, con risultati incoraggianti sulla sicurezza. Il composto di sintesi sviluppato da Compass nel 2018 ha ricevuto la designazione FDA Breakthrough Therapy per la depressione resistente al trattamento

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La psilocibina, il principio attivo contenuto nei “funghetti magici” è stato testato per la prima volta in un trial clinico randomizzato, con risultati incoraggianti sulla sicurezza. A farlo è stata la startup londinese COMPASS Pathways, fondata nel 2016, proprio con l’intento di testare una versione di sintesi della psilocibina per il trattamento della depressione resistente al trattamento. La molecola – COMP360 è il nome – è stata testata in uno studio di fase I, controllato con placebo, condotto su 89 volontari sani. È risultata ben tollerata, senza eventi avversi gravi.

Sicurezza

Il trial clinico ha esaminato gli effetti di COMP360 alla dose di 10 mg e 25 mg (incapsulata in una pillola), rispetto al placebo. Il composto è stato somministrato a gruppi di sei persone in sessioni che sono durate fino a sei ore. Ognuno dei partecipanti ha ricevuto supporto psicologico da un terapista durante la sessione, supervisionato da un terapeuta principale e da uno psichiatra di studio. Gli unici effetti indesiderati sono stati di natura psichedelica attesa e i più frequenti cambiamenti nella percezione sensoriale e alterazione dell’umore positivo. COMP360 non ha avuto effetti negativi sul funzionamento cognitivo ed emotivo

Il più grande studio controllato

Sebbene ricerche precedenti supportino l’uso della psilocibina per alleviare i sintomi della depressione, si è trattato sempre di studi più piccoli non controllati con placebo. Quello condotto dal King College di Londra su COMP360 è il più grande trial controllato sulla psilocibina realizzato finora, come ha affermato James Rucker dell’Institute of Psychiatry, Psychology & Neuroscience del King’s College London, che ha guidato lo studio. “I risultati dello studio sono clinicamente rassicuranti e sostengono l’ulteriore sviluppo della psilocibina come trattamento per i pazienti con problemi di salute mentale che non sono migliorati con la terapia convenzionale”.

Effetti psichedelici

Tracy Cheung, capo della comunicazione di COMPASS, ha spiegato a Endpoints News che “i pazienti che hanno ricevuto il farmaco avranno probabilmente avuto un effetto psichedelico, motivo per cui erano affiancati da terapisti. Questo effetto infatti a volte può essere un po’ spaventoso o intenso e il terapeuta ha proprio il compito di fornire un supporto e tranquillizzare il paziente”.

Questioni legali

La psilocibina è una sostanza che nella maggior parte del mondo è classificata come priva di valore medicinale, rientrando nella stessa categoria di sostanze chimiche come l’LSD. “Possiamo usarla – ha continuato Cheung – ma con molta burocrazie. Inoltre dobbiamo ottenere le licenze per ciascuno dei paesi su cui stiamo lavorando per fare la sperimentazione clinica”.

Breakthrough Therapy

Nel 2018 COMPASS ha ricevuto la designazione FDA Breakthrough Therapy per la terapia con psilocibina nella depressione resistente al trattamento. La company – che finora ha raccolto 28 milioni di sterline per indagare sul farmaco – sta attualmente conducendo uno studio di fase IIb in Europa e Nord America, coinvolgendo 216 pazienti affetti da depressione resistenti al trattamento standard.  La società prevede di comunicare i dati di questo studio, che non include un braccio placebo, entro l’inizio del 2021.

Esplosione della ricerca psichedelica

Negli ultimi tempi la ricerca sulle sostanze psicoattive ha goduto di un certo interesse, nonostante i complessi ostacoli legali per l’utilizzo di questi composti. A settembre lo John Hopkin ha svelato di aver incassato 17 milioni di sterline per aprire il proprio centro di ricerca psichedelica per esplorare l’impatto dei composti psichedelici sulla creatività e sul benessere. Mentre lo scorso marzo la Food and drug administration statunitense ha approvato lo spray nasale a base di esketamina sviluppato da Johnson&Johnson, sempre per i soggetti con depressione resistente al trattamento.

Scetticismo

Al di là di questo inziale entusiasmo, c’è anche un certo scetticismo. I critici temono infatti che la crescente ricerca possa incentivare l’uso sfrenato di versioni non farmaceutiche di questi composti. Ma anche che i dati degli studi clinici possano essere offuscati per la difficoltà di realizzare un doppio cieco. È infatti molto facile determinare quale gruppo di pazienti ha ricevuto il placebo.