Gimbe sulla manovra: buone notizie, ma non bastano

La Fondazione analizza i numeri della legge di Bilancio. Bene l'impegno per rifinanziare la sanità pubblica, ma restano nel dimenticatoio le risorse vincolate per i rinnovi contrattuali, i nuovi Lea e il finanziamento 2022

gimbe sulla manovra

Buone notizie, ma non bastano. Si può leggere così l’analisi condotta dalla Fondazione Gimbe sulla legge di Bilancio 2020 appena licenziata dal Senato. Il “paniere è molto ricco”, spiega una nota, e per la sanità “ben 8,5 miliardi dal 2020”, ma “rimangono nel dimenticatoio sia le risorse vincolate per i rinnovi contrattuali e sblocco dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) sia la definizione del fabbisogno sanitario nazionale per il 2022”.

Patto per la salute e fabbisogno 2022

La manovra non menziona gli incrementi previsti dal precedente Esecutivo con la Legge di Bilancio 2019, cioè 3,5 miliardi per il 2020-2021. Ma questi rimangono vincolati alla stipula del nuovo Patto per la Salute (avvenuta oggi, ndr). E ancora: “La Fondazione Gimbe chiede di mettere nero su bianco il finanziamento per il 2022, su cui al momento la casella sta a zero euro”, afferma il presidente Nino Cartabellotta.

Superticket

Gimbe plaude all’abolizione del superticket, che sarà abolito dal primo settembre 2020. “Per garantire le coperture – spiega Cartabellotta – il Fsn viene aumentato di 185 milioni per il 2020 e di 554 milioni annui a decorrere dal 2021. Per il 2020 vengono utilizzati ulteriori 40 milioni del fondo per il superamento del superticket, stanziato dalla Legge di Bilancio 2018”.

Edilizia e ammodernamento tecnologico

Per quanto riguarda il programma di edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico, Gimbe fa un po’ di chiarezza. “ Sono due miliardi in più per il programma pluriennale ma si tratta di risorse spalmate su 11 anni: le Regioni infatti potranno disporre di 100 milioni per il 2022 e 2023 e 200 milioni/anno dal 2024 al 2032”, spiega Cartabellotta. A valere su tale programma anche i 235,8 milioni destinati ad apparecchiature sanitarie per erogare prestazioni di competenza dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. «Tuttavia non è chiaro se questo investimento attingerà da quanto già stanziato dalla precedente Legge di Bilancio, perché in caso contrario l’importo totale non sarà disponibile prima del 2024”, afferma il presidente Gimbe.

Disabilità e non autosufficienza

Istituito il fondo per la disabilità e non autosufficienza con una dotazione di 29 milioni per il 2020, 200 milioni per il 2021 e 300 milioni dal 2022. “Tali risorse – spiega Cartabellotta – integrano i 571 milioni del Fondo nazionale per la non autosufficienza a cui la manovra aggiunge 50 milioni per il 2020”.

Contratti di formazione specialistica

Oltre alle risorse già previste dal testo arrivato in Senato, il comma 859 aggiunge ulteriori 102 milioni. “Complessivamente si tratta di 182 milioni che permetteranno di stipulare 1.217 contratti di formazione specialistica”, chiarisce il presidente di Gimbe.

Personale sanitario

La manovra stabilizza i precari, grazie all’estensione della Legge Madia, e i ricercatori di Irccs e Istituti Zooprofilattici, ma – sostiene Gimbe – non prevede nessun finanziamento dedicato, a parte i medici Inps, al piano straordinario per le assunzioni più volte annunciato. Gli incrementi retributivi 2019-2021 per il personale dipendente e convenzionato del SSN (1,3% nel 2019, 1,9% nel 2020, 3,5% dal 2021) rimangono a carico dei bilanci regionali. «In altri termini – puntualizza Cartabellotta – la manovra non prevede risorse vincolate e spetta alle Regioni reperirle dalla quota di riparto, grazie anche all’innalzamento del tetto di spesa dal 5% al 15% previsto dal Decreto fiscale”.

Nuovi Lea

Nonostante la bozza del Patto per la Salute preveda di completare l’approvazione del “decreto tariffe” per dare il via libera ai nomenclatori della specialistica ambulatoriale e della protesica, la legge di Bilancio – sottolinea Gimbe – non stanzia risorse dedicate.

Annunci e numeri reali

«Pur riconoscendo a Governo e Parlamento un grande impegno per rifinanziare la sanità pubblica – commenta infine Cartabellotta – le nostre analisi permettono di rivalutare, numeri alla mano, le recenti dichiarazioni del Premier Conte che ha espresso il desiderio di ‘sforare o sfiorare i 10 miliardi di investimenti sulla salute entro la fine della legislatura’. Infatti, se apparentemente le risorse assegnate dalla Legge di Bilancio 2020 ammontano ad oltre 8,5 miliardi, bisogna anzitutto ricordare che i 3,5 miliardi di incremento del Fsn, già stanziati dal precedente esecutivo, non sono formalmente inclusi nella manovra. In secondo luogo, dei 2 miliardi per il programma di ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico solo 200 milioni saranno esigibili entro il 2023. Infine, mancano all’appello sia il Fsn per il 2022, sia le risorse vincolate ai rinnovi contrattuali, al piano straordinario delle assunzioni per il personale e allo sblocco dei nuovi Lea, pilastri portanti – conclude Cartabellotta – per garantire quell’universalismo tanto caro al ministro Speranza”.