Tetti della spesa farmaceutica, Speranza: “Modello da ripensare radicalmente”

In un’intervista al Sole 24 Ore, il ministro della Salute immagina un Paese più attrattivo per gli investimenti, definisce “surreale” il meccanismo del payback e assicura di essere già al lavoro per rivedere i tetti

tetti della spesa farmaceutica

I tetti per la spesa farmaceutica vanno ripensati presto e radicalmente. Il payback, il meccanismo di ripiano degli sforamenti a carico delle aziende, così com’è oggi “appare surreale”. Serve una riforma “profonda” e le imprese (con cui il “dialogo è già avviato”) devono sedere al tavolo. E ancora: l’Italia deve diventare più “friendly” per attrarre investimenti in ricerca. Sono questi alcuni dei messaggi principali rivolti al comparto healthcare che il ministro della Salute, Roberto Speranza, affida a un’intervista pubblicata oggi dal Sole 24 ore, all’indomani dell’approvazione del nuovo Patto per la salute.

Rivedere la programmazione

Il punto di partenza della riflessione di Speranza è il “modello della programmazione sanitaria” che va rivisto. In sostanza, la logica dei “silos chiusi e dei tetti di spesa non regge più”, sostiene il ministro. “La spesa va programmata diversamente a partire dalla centralità del paziente e del suo diritto alla cura. Il modello di oggi – continua Speranza – produce solo un’illusione di risparmio. Se metti il tetto sulla spesa del personale e poi, di conseguenza, ti esplode la spesa in beni e servizi è chiaro che stai solo spostando soldi, non risparmiando”.

Farmaceutica, riformare i tetti

Sul fronte della farmaceutica, l’intenzione è di mettere mano ai due tetti, quello della farmaceutica convenzionata (territoriale) e quello per gli acquisti diretti (ex ospedaliera). “Questo modello va radicalmente ripensato. Dobbiamo riequilibrare i due tetti della spesa farmaceutica nel più breve tempo possibile. Va trovato – spiega Speranza al Sole 24 ore –  il veicolo normativo giusto e ci sto lavorando. E va ripensato il sistema del payback che come è oggi a me appare surreale. Quando dico che serve una riforma più profonda non ho dubbi che le imprese debbano sedersi al tavolo. La sfida è far coincidere l’interesse pubblico, per me sempre preminente, con i legittimi interessi privati. Il dialogo – assicura –  è già avviato”. Sulla questione erano intervenute nei giorni scorsi le associazioni delle imprese Farmindustria e Assogenerici, “deluse” dall’assenza di un intervento sui tetti di spesa nell’ambito della legge di Bilancio.

Un Paese “friendly” per la ricerca

Sullo sfondo c’è la sfida – di cui fa parte anche la revisione della governance della spesa – per attrarre nel nostro Paese gli investimenti delle aziende che operano nel settore della salute e della ricerca. “Dobbiamo rendere il Paese friendly per loro. Le imprese devono essere parte di questo patto. Nei prossimi 5 anni ci sono mille miliardi di investimenti a livello mondo sulla ricerca farmaceutica. Vogliamo stare a guardare o vogliamo fare di tutto per provare ad attrarre queste risorse? Io vorrei – dice Speranza – che una parte di questi investimenti arrivasse in Italia”.