L’Italia è al decimo posto in Europa per numero di brevetti depositati nel 2018

È quanto emerge da una ricerca dell’Ufficio europeo dei brevetti (Epo) e dell’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale (Euipo). Mentre per quel che riguarda la tutela dei marchi e dei disegni europei il nostro Paese si posiziona al secondo posto in Europa

Brevetti

L’Italia è al decimo posto in Europa per brevetti depositati. Nel 2018 ne ha depositati 4400 all’Ufficio europeo dei brevetti (imprese, fondazioni, enti pubblici e inventori italiani sono i titolari dei progetti). Il nostro Paese si posiziona al secondo posto, invece, per quel che riguarda la tutela dei marchi e dei disegni europei. A dirlo è una ricerca dell’Ufficio europeo dei brevetti (Epo) e dell’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale (Euipo).

I numeri dei brevetti

Nel dettaglio, per quanto riguarda i brevetti, rispetto al 2016 c’è stato un incremento del 5,4%, anche se rappresentano soltanto il 2,5% delle 174 mila domande pervenute. In questa graduatoria primeggiano gli Stati Uniti, che nel 2018 hanno depositato oltre 43 mila domande. Al secondo posto si posiziona la Germania, con circa 27 mila domande e il Giappone al terzo con più di 22 mila.

La tutela dei marchi

Sul fronte della tutela dei marchi, il totale delle domande presentate nel 2019 all’ufficio europeo della proprietà intellettuale sono 12 mila. Mentre rispetto ai 95 mila marchi depositati dai Paesi europei, l’Italia rappresenta il 12%. Se invece si prendono in considerazione i primi 25 paesi del mondo per numero di domande (l’ammontare totale si aggira intorno alle 132 mila domande), l’Italia si posiziona quarta (con il 9% dei brevetti depositati), alle spalle di Germania, Usa e Cina.

Il commento di Uniocamere

Carlo Sangalli, presidente di Union camere e della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi ha commentato così il risultato: “Le Camere di commercio sono da tempo impegnate  nella tutela e promozione della proprietà intellettuale. Brevetti, marchi e disegni sono asset immateriali che costituiscono per le aziende un fattore determinante per un vantaggio competitivo di lungo termine, con effetti importanti sulle economie territoriali – ha aggiunto – In Italia un posto di lavoro su tre, cioè quasi 7 milioni di posti di lavoro, si trova nelle aziende che fanno un uso intensivo di marchi e brevetti. Queste aziende contribuiscono da sole al 46,9% del nostro Pil”.