I 13 passi dell’Oms dal 2020 al 2030. Ghebreyesus: “La salute pubblica è atto politico”

I cambiamenti climatici sono in cima alla lista tenendo presente che l'inquinamento di aria e suolo mette in pericolo la sicurezza di tutti. Tra le priorità per i prossimi dieci anni anche il miglioramento dell'accesso ai medicinali nelle zone di crisi e una maggiore sensibilizzazione su possibili nuove epidemie

Urgenti, urgenti, urgenti. L’Oms suggerisce, seppur con forza, le emergenze di salute globale da affrontare da qui ai prossimi dieci anni. Sarà la sindrome della nuova decade, tuttavia l’Organizzazione mondiale della sanità mette le mani avanti e annuncia 13 temi cruciali su cui tutti, in primis i governi, dovranno pensare.

Il clima, guerre e accesso alle cure

In cima alla lista c’è il clima, con tutto ciò che ne consegue. L’inquinamento è una delle priorità in mezzo mondo, soprattutto in quei contesti urbani in cui lo smog e l’inquinamento delle acque e del suolo compromettono enormemente la salute umana e animale. Altro tema, legato al terzo, è quello dell’intervento nelle zone di conflitto e di crisi dove le emergenze sanitarie sono all’ordine del giorno. Di conseguenza, non tanto isolatamente alle aree più calde del pianeta, va considerato l’accesso alle cure, ancora troppo diseguali.

Scelta politica

“Nessuno di questi temi è semplice da affrontare – spiega il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus – ma sono raggiungibili. La salute pubblica è una scelta politica”. Una presa di responsabilità forte è dovuta dai governi. L’inquinamento uccide sette milioni di persone ogni anno, gli eventi climatici estremi in aumento comporteranno una maggiore diffusione di malattie infettive e malnutrizione. Tra l’altro i governi dovrebbero, secondo l’Oms, prendersi carico dell’incolumità del personale sanitario in contesti bellici. Nel 2019 ci sono stati 978 attacchi a strutture sanitarie in 11 Paesi con 193 morti. Ghebreyesus, inoltre, fa una richiesta specifica ossia che l’1% del Pil di tutti i Paesi sia devoluto alle cure primarie e alla prevenzione.

La lista

Attenzione massima anche sulla diffusione delle malattie infettive e sulla prevenzione. Malaria in primis, ma non solo considerando ovviamente anche la componente animale e le possibili zoonosi. A tal proposito, e qui sta un altro punto, bisogna prepararsi alle nuove epidemie. Perché ci saranno, secondo l’Oms e bisognerà essere preparati. A spaventare, però, non sono solo agenti patogeni conosciuti, ma quelli che verranno e di cui ancora si sa poco o nulla. C’è poi la categoria dei prodotti pericolosi, su tutti il fumo. L’Oms chiede interventi puntuali su campagna di sensibilizzazione verso, soprattutto, la popolazione più giovane. Bisogna poi investire nel personale e fornire tutti gli strumenti necessari per operare al meglio sia nei Paesi più sviluppati che altrove. Altri punti riguardano la salvaguardia dell’adolescenza (e qui si aprono fronti infiniti sulla condizione dei minori, dal lavoro, all’educazione, alla natalità), la preservazione della salute pubblica anche attraverso il mantenimento di apparati pubblici e sviluppare sempre più nuove tecnologie veramente utili al benessere della collettività.