Ipertensione in gravidanza: in Italia le linee guida Nice per diagnosi e terapia

La versione italiana del documento curata da Gimbe inserita nel sistema nazionale gestito dall’Istituto superiore di sanità (Iss). Nel nostro Paese se ne parla poco, dice la Fondazione, e serve un approccio multidisciplinare

ipertensione in gravidanza

“I disordini ipertensivi in gravidanza rappresentano un rilevante problema di salute pubblica, gestito ancora in maniera frammentata e subottimale, nonostante la loro frequenza e il rischio di preeclampsia che può essere anche fatale”. A dirlo è la Fondazione Gimbe, commentano la pubblicazione della versione italiana delle linee guida per la diagnosi e terapia del National institute for health and care excellence (Nice). Il documento, tradotto da Gimbe, è stato incluso sezione “Buone Pratiche” del Sistema Nazionale Linee Guida, gestito dall’Istituto superiore di sanità.

La punta dell’iceberg

L’ipertensione arteriosa in gravidanza, ricorda Gimbe, rappresenta un rilevante problema di salute pubblica per donne e neonati, sia per la frequenza (interessa circa il 10% delle donne gravide) sia per la gravità, in quanto – se non correttamente diagnosticata e trattata – può determinare gravi conseguenze per la donna (es. ictus, mortalità materna e aumento del rischio cardiovascolare) e per il neonato (es. basso peso alla nascita, necessità di cure intensive neonatali).

“Di questa patologia si parla relativamente poco – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – spesso affrontando solo la punta dell’iceberg, ovvero la preeclampsia, già nota come gestosi, che complica circa il 5% delle gravidanze”. Secondo la Fondazione, per massimizzare l’efficacia delle strategie preventive, invece, bisogna prendere in considerazione sia l’ipertensione cronica (diagnosticata prima della gravidanza o entro la 20a settimana di gestazione), sia quella gravidanza-correlata che include ipertensione gestazionale e preeclampsia, condizione a volte fatale. Il Primo Rapporto sulla sorveglianza della mortalità materna dell’Iss documenta che i disordini ipertensivi della gravidanza sono al secondo posto tra le cause dirette di morte materna nel periodo 2006-2012 e al terzo posto nel periodo 2013-2017.

Approccio multidisciplinare

“Caratteristiche e storia naturale dell’ipertensione in gravidanza – dichiara Cartabellotta – dimostrano che questa condizione, spesso sottovalutata e la cui gestione va oltre il periodo della gravidanza, viene trattata esclusivamente dal team ginecologico. Al contrario, le cure primarie devono giocare un ruolo chiave nella prevenzione, nel trattamento di prima linea e nel monitoraggio in gravidanza e dopo il parto. È indispensabile – prosegue Cartabellotta – un approccio multidisciplinare condiviso tra cure primarie, assistenza specialistica e ospedaliera guidato da percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali (Pdta) basati su linee guida di elevata qualità metodologica”.

Le linee guida

Le linee guida Nice (aggiornate a giugno 2019) formulano raccomandazioni su vari aspetti: dal trattamento dell’ipertensione cronica e gestazionale alle strategie per la diagnosi precoce della preeclampsia e al suo trattamento, inclusa la definizione delle tempistiche di un eventuale parto pre-termine. Inoltre, le linee guida affrontano le conseguenze a lungo termine dell’ipertensione in gravidanza, stimando sia la loro prevalenza in future gravidanze, sia il rischio cardiovascolare complessivo nel corso della vita.

Più informazione

“Le linee guida – sottolinea Cartabellotta – enfatizzano la necessità di un’adeguata e completa informazione alla donna, con la quale vanno condivise sia le opzioni terapeutiche dell’ipertensione in gravidanza e nel post partum (anche per non compromettere l’allattamento al seno), sia le adeguate strategie di prevenzione per ridurre il rischio di morbilità cardiovascolare a lungo termine”. L’auspicio finale è che la diffusione della versione italiana “rappresenti un’autorevole base scientifica per la costruzione dei Pdta regionali e locali, per la sensibilizzazione e l’aggiornamento dei professionisti sanitari, oltre che per una corretta informazione delle donne gravide rispetto al rischio di insorgenza di ipertensione e delle sue conseguenze precoci e tardive, e di quelle già ipertese che intendono affrontare una gravidanza”.