Microorganismi aggiunti agli alimenti, l’Efsa vuole ricevere riscontri dagli stakeholder

Il documento in consultazione ai portatori di interesse mette a disposizione linee guida dedicate ai soggetti che intendano immettere alimenti e mangimi sul mercato. Il termine ultimo per inviare commenti è fissato al 28 febbraio 2020

L’Efsa desidera ricevere riscontri in merito a un proprio documento scientifico che dettaglia le modalità con cui condurre e descrivere l’analisi dell’intera sequenza genomica dei microrganismi aggiunti ad alimenti e mangimi. Il documento mette a disposizione linee guida dedicate ai soggetti che intendano immettere tali prodotti sul mercato. Il termine ultimo per inviare commenti è fissato al 28 febbraio 2020.

Le autorizzazioni per l’uso dei microorganismi aggiunti agli alimenti

L’uso di questi microrganismi (come ad esempio i batteri) negli alimenti e nei mangimi richiede un’autorizzazione che si basa sulla valutazione del rischio da parte dell’Efsa. In alcuni settori l’uso di dati basati sulla tecnica Wgs è un requisito indispensabile per la valutazione del rischio. Pertanto i richiedenti devono utilizzare questo nuovo strumento per predisporre le proprie richieste di autorizzazione.

I microorganismi

All’interno della chain food l’utilizzo dei microorganismi è noto e diffuso ed è strutturato da anni. Molti degli alimenti sulle nostre tavole dipendono proprio dalla presenza di questi esseri (panificazione, prodotti caseari, vinicoltura ecc…). In questo contesto l’Efsa vuole chiedere nuovi pareri agli stakeholder europei sulle modalità di analisi di questi organismi tenendo presente il rischio di contaminazione a cui alcuni alimenti possono incorrere durante la produzione.