Antibiotici e batteri resistenti, Balkhy (Oms): “Bisogna investire, opzioni in esaurimento”

Hanan Balkhy, vicedirettore generale dell'Oms per la resistenza antimicrobica lancia l'allarme: "È importante concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di trattamenti efficaci"

Coronavirus

Pochi investimenti privati, innovazione discutibile e l’Oms condanna una sorta di lassismo da parte dell’industria. Sui 60 prodotti in sviluppo di cui 10 sono farmaci biologici, ben pochi, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, apporteranno benefici rispetto alle molecole esistenti e pochissimi sono destinati ai batteri più nocivi. Per non parlare poi delle fasi di pre-sviluppo. In questo caso, ravvisa l’Oms, bisognerà aspettare anni, circa 10, prima di vederli sul mercato.

Intensificare i programmi di ricerca

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms punta il dito contro l’industria. “La minaccia della resistenza antimicrobica non è mai stata più immediata. “Sono in corso numerose iniziative per ridurre questo fenomeno, ma abbiamo anche bisogno che i paesi e l’industria farmaceutica intensifichino i loro sforzi e contribuiscano con finanziamenti sostenibili e nuovi farmaci innovativi”. Sul banco degli imputati sono le Big Pharma che in un certo senso hanno delegato alle piccole e medie imprese l’onere di trovare nuove soluzioni antibiotiche.

Resistenza

Nel 2017 l’Oms pubblicò una lista di patogeni contro cui tutto il sistema healthcare a livello mondiale avrebbe dovuto attivarsi. Per esempio contro il Ndm-1 ci sono solo tre antibiotici in pipeline, senza considerare i rischi derivanti da Klebsiella pneumoniae ed Escherichia coli, sempre più resistenti alle pratiche terapeutiche odierne. “È importante concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di trattamenti efficaci contro i batteri altamente resistenti perché stiamo esaurendo le opzioni”, afferma Hanan Balkhy, vicedirettore generale dell’Oms per la resistenza antimicrobica. Nota positiva riguarda lo sviluppo di prodotti contro la tubercolosi e il Clostridium difficile che causa la dissenteria che l’Oms ritiene molto promettenti per il futuro.