Ecco i punti dell’Ema per sbloccare il potenziale dei big data nell’Ue

Rafforzare il network e fluidificare i processi decisionali, ma anche avere strutture informatiche che sappiano sostenere l'analisi delle informazioni. Queste sono alcune delle raccomandazioni contenute nel nuovo report "Evolving data-driven regulation"

L’unione fa la forza e l’Ema lo ha ribadito con un nuovo rapporto in cui presenta i punti per sbloccare il potenziale dei big data nell’Ue. Infatti, la partnership tra Big data task force dell’Agenzia europea dei medicinali e la Heads of medicine agencies (Hma) propone dieci azioni da compiere per sviluppare ulteriormente gli approcci con le informazioni digitali.

Velocità

La parola chiave è velocità. I dati sono veloci nell’essere prodotti (causa anche gli innumerevoli device in circolazione) e i gruppi di ricerca necessitano di altrettanta rapidità per raccoglierli e analizzarli. “Sono ansioso di lavorare con la Commissione europea e le agenzie nazionali competenti per vedere quanto queste proposte saranno concrete nel migliorare il potenziale dei dati. Ciò irrobustirà la qualità delle evidenze scientifiche da cui dipendono le decisioni”, ha detto il Direttore esecutivo Guido Rasi.

…e investimenti

Thomas Senderovitz, chair dell’Hma ravvisa che “saranno necessari investimenti seri per migliorare le capacità degli enti nazionali ed europei. Ciò è necessario – continua Senderovitz – se vogliamo creare un network a livello comunitario per facilitare i processi decisionali”.

L’ambizione

Di tutti i punti, la più ambiziosa prova a cui sottoporre l’Ue sarà quella di creare una piattaforma unica per la condivisione e analisi dei dati clinici e sanitari in tutta europa (Data analysis and real world interrogation network, meglio detta Darwin). Altre raccomandazioni attengono al network regolatorio per la qualità dei dati e la capacità informatica per leggerli e maneggiarli.