Car-T anche per tumori solidi: pancreas, colon retto, mammella e melanoma

È l’obiettivo del progetto triennale di Alleanza contro il cancro, finanziato dal ministero della Salute con 10 milioni di euro in due anni. I lavori dovrebbero partire entro fine gennaio, con la speranza di far entrare in sperimentazione clinica almeno un paio di farmaci innovativi

Car-T tumori solidi 

Sviluppare nuove terapie con cellule CAR-T programmate per distruggere tumori solidi come quello del pancreas, colon retto, mammella e melanoma. Tutti target al momento non coperti dall’industria farmaceutica (le uniche due Car-T finora approvate, Kymriah e Yescarta, sono indicate per tumori del sangue) e non efficacemente curabili in altro modo. È l’obiettivo del progetto triennale di Alleanza contro il Cancro, finanziato dal ministero della Salute con 10 milioni di euro in due anni. Attività che come annunciato a ottobre dal ministro della Salute, Roberto Speranza, dovrebbero iniziare a giorni, entro fine gennaio, in 13 dei 26 IRCCS aderenti alla Rete Oncologica Nazionale di Alleanza Contro il Cancro.

Un progetto ambizioso

Quello delle Car-T dirette contro i tumori solidi “è un progetto assai ambizioso – spiega Concetta Quintarelli, coordinatrice del Working Group Immunoterapia di ACC – ma siamo confidenti di poter concludere lo sviluppo in due anni e di far entrare in sperimentazione clinica, entro tre anni, almeno un paio di farmaci innovativi”. Nel mirino del gruppo di lavoro c’è anche l’immediata definizione di processi produttivi in grado di contenere gli elevati costi delle Car-T potenziando la loro attività anti-tumorale, aspetto prioritario anche sull’individuazione di nuovi target, secondo la stessa Quintarelli.

Le banche allogeniche

Accanto alla riduzione degli oneri di realizzazione e all’ampliamento del range di patologie trattabili, vi è anche la parallela necessità di contrazione dei tempi per l’accesso alle terapie. Risultato ottenibile – e per questo inserito in agenda di progetto – passando da piattaforme autologhe, ove è quindi prevista la produzione di terapia genica per singolo paziente, alla generazione di banche allogeniche. “Partire quindi da un donatore sano – ha concluso Quintarelli – per creare dosi di farmaci destinate a più pazienti”.

Strutture regionali per le Car-T

Il ministero della Salute sta parallelamente valutando la creazione e l’implementazione di strutture regionali per la produzione delle terapie cellulari in modo da offrire la possibilità ai pazienti di accedere ai trattamenti con le nuove Car-T che verranno sviluppate nei prossimi anni.