Il ministero della salute predispone una task force per il coronavirus cinese

La "squadra" è composta dalla Direzione generale per la prevenzione, dai Nas, dall’Iss, dall’Istituto nazionale per le malattie infettive "Lazzaro Spallanzani” di Roma, dall’Usmaf, dall’Aifa, dall’Agenas e dal Consigliere diplomatico

patto per la salute

Nella mattinata del 22 gennaio al ministero della Salute si è riunita la task-force con compito di coordinare ogni iniziativa relativa al fenomeno coronavirus 2019-nCoV. La task-force a cui ha partecipato il ministro della Salute, Roberto Speranza, sarà attiva 24 ore su 24. Essa è composta dalla Direzione generale per la prevenzione, dalle altre direzioni competenti, dai Carabinieri dei Nas, dall’Istituto superiore di Sanità, dall’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, dall’Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera), dall’Agenzia italiana del Farmaco, dall’Agenas e dal Consigliere diplomatico.

Le strutture competenti

Nella prima riunione è stato verificato che le strutture sanitarie competenti sono adeguatamente allertate a fronteggiare la situazione in strettissimo contatto con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. È già attivo uno specifico canale sanitario per tutti i viaggiatori provenienti dalla città cinese di Wuhan. Si è convenuto, inoltre, di diramare ad istituzioni, enti e organizzazioni professionali interessati, una circolare predisposta dalla Direzione generale della prevenzione contenente indicazioni operative.

Le restrizioni all’estero

Anche in altri contesti le restrizioni si stanno facendo sentire. La Corea del Nord ha chiuso le frontiere ai turisti stranieri, negli Usa il presidente Donald Trump conferma che è tutto sotto controllo e intanto alcune aziende e istituti di ricerca si stanno affannando nella ricerca di un vaccino. Su questo aspetto, però, i tempi non sono favorevoli. Ci vorrà tempo. I capi di Stato dell’Ue hanno programmato un incontro di emergenza in teleconferenza e anche l’Oms ha organizzato una riunione d’emergenza per mettere insieme i pezzi e capire come agire.