L’uso di farmaci nelle popolazioni fragili

Una lettura dei dati raccolti nel Rapporto Osmed 2018 con un focus sull'uso dei medicinali da parte di bambini, donne in gravidanza e anziani. *IN COLLABORAZIONE CON DOMEDICA

L’uso di farmaci nelle popolazioni fragili

L’uso di farmaci nelle popolazioni fragili merita attenzione. Capita a tutti di fare uso di farmaci, ma alcune categorie di persone sono più fragili e, per questo, più inclini ad aver bisogno di cure. In particolare, le popolazioni fragili sono i bambini, le donne in gravidanza e gli anziani. Il Rapporto nazionale 2018 sull’uso dei farmaci in Italia dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) raccoglie i dati provenienti da tutte le Regioni.

I dati emersi dal rapporto Osmed sull’uso di farmaci nelle popolazioni fragili

Nel corso dell’anno oltre 4,8 milioni di bambini e adolescenti hanno ricevuto almeno una prescrizione farmaceutica, ossia il 49,1 % della popolazione pediatrica generale. Un’analisi simile è stata applicata a un campione di donne in gravidanza, di età compresa tra i 15 e i 49 anni, che hanno partorito tra il primo ottobre 2014 e il 30 settembre 2017 e che risultavano residenti nelle Regioni Emilia-Romagna, Lazio e Puglia al momento del parto. I risultati hanno stimato che l’80% delle assistite ha ricevuto almeno una prescrizione farmaceutica durante la gravidanza.

Fra le popolazioni fragili, la percentuale di consumo di farmaci più alta in assoluto è stata registrata tra le persone anziane. Dal risultato dell’analisi sui pazienti con età pari o superiore ai 65 anni, infatti, è emerso che il 98% del campione preso in esame ha ricevuto almeno una prescrizione farmacologica nel corso del 2018. Ossia quasi la totalità.

I farmaci “preferiti” dalle fasce di popolazione fragili

Come è facile immaginare, le fragilità e le esigenze di queste tre fasce sensibili della popolazione sono diverse tra loro e, di conseguenza, lo è la tipologia dei farmaci di cui fanno uso. Nei bambini, tra i principi attivi a maggior consumo si trovano farmaci per curare l’apparato respiratorio, farmaci antimicrobici per uso sistemico, ormoni (esclusi quelli sessuali) e principi attivi del sistema nervoso centrale (antiepilettico).

Anche tra i farmaci più prescritti in gravidanza, troviamo principi attivi per la categoria dei farmaci antimicrobici per uso sistemico; ma anche per sangue e organi emopoietici, per apparato gastrointestinale, metabolismo e sistema genitourinario, così come ormoni sessuali e preparati ormonali sistemici. Nella popolazione geriatrica, invece, i consumi più alti riguardano antitrombotici, sostanze modificatrici dei lipidi, farmaci antiinfiammatori, antireumatici non steroidei e betabloccanti.

Differenze tra uomini e donne

Gli studi sulla fascia di popolazione pediatrica e su quella geriatrica si sono concentrati anche sulla variante di genere. Ci si è chiesti, infatti, se la percentuale di consumo di farmaci fosse la stessa nel campione maschile e in quello femminile.

In entrambe le fasce è emerso che, nel complesso, sono i maschi a consumare più farmaci delle femmine. Seppur con uno scarto piuttosto ridotto. In particolare, il 49,9% di bambini ha ricevuto almeno una prescrizione farmacologica nel 2018, contro il 48,3% di bambine; per una spesa media di 62,10 euro per utilizzatore.

Negli anziani, invece, la spesa media per utilizzatore registrata è significativamente più alta ed è pari a 656 euro negli uomini e 611 euro nelle donne.

Diversi fattori influiscono ulteriormente sul consumo di farmaci nelle popolazioni fragili, come le fasce di età interne ai macro campioni presi in esame, la provenienza regionale, il trimestre di gravidanza nelle donne incinta, e molti altri.

A cura di Domedica

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