Integratori, nasce un Advisory board di esperti internazionali sui botanical

I dieci esperti riuniti il 29 gennaio a Milano hanno prodotto un Consensus paper chiamato "Integratori di origine botanica: approccio multidisciplinare alla qualità. Il caso della curcuma", per fare chiarezza sui prodotti di questo tipo, uno su tutti la curcuma

Nasce un Advisory board di esperti internazionali sui botanical per rispondere alle crescenti richieste di mercato per questi specifici integratori alimentari e fare chiarezza circa la loro qualità e sicurezza. Secondo il Censis sono 32 milioni gli italiani che fanno uso di integratori alimentari, di cui 18,7 in maniera abituale.

Gli esperti

Dieci esperti italiani e internazionali di diversa specializzazione (medici, biologi, chimici) si sono confrontati a Milano il 29 gennaio per offrire una posizione condivisa attraverso il Consensus Paper “Integratori di origine botanica: approccio multidisciplinare alla qualità. Il caso della curcuma”. A farne parte sono Giovanni Appendino (Università del Piemonte Orientale), Arrigo Cicero (Università di Bologna), Alessandro Colletti (Università di Torino e presidente Società italiana di nutraceutica), Diego Fornasari (Università degli Studi di Milano), Parris M. Kidd (consulente indipendente), Ernesto Marco Martinelli (Group quality director di Indena), Giovanni Musso (Ospedale Humanitas Gradenigo, Torino), Antonella Riva (R&D, Product research manager di Indena), Mariangela Rondanelli (Università di Pavia).

Uso consapevole degli integratori

Il rischio “fai da te” è molto altro. Per questo motivo il documento prodotto si sofferma sull’importanza della corretta informazione da parte di farmacisti e medici. “La tendenza diffusa fra i consumatori a considerarli prodotti naturali e quindi ‘di per sé buoni’, e la loro facilità di acquisto, hanno facilitato l’abitudine al ‘fai da te’. Ma l’impiego di integratori di origine botanica – specifica una nota – richiede una valutazione complessiva del soggetto interessato e delle sue condizioni, delle possibili interazioni fra i principi attivi contenuti dagli integratori in questione ed altri prodotti (farmaci o altri integratori) che la persona sta assumendo: una competenza che può essere solo del medico o del farmacista”.

Il caso curcuma

Sul caso curcuma è stato scritto tanto nel corso del 2019. Anche questo giornale se ne è occupato (e più in generale dei botanical) e quanto emerge dall’incontro di Milano è che anche nel caso di questo prodotto è imprescindibile il parere di un esperto. Dal punto di vista dell’efficacia, infatti, “la curcuma -continua la nota – come molti estratti di derivazione botanica, è scarsamente assorbibile dall’organismo, problema a cui rispondono soluzioni formulative diverse, come quella, tecnologicamente innovativa, della curcuma fitosoma”.