Sanità nel Lazio: addio commissariamento dopo 11 anni

La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera all’attivazione della procedura. Il governatore Zingaretti: “Giornata storica, siamo passati da un disavanzo di due miliardi a un attivo di alcuni milioni di euro”

sanità nel lazio

Finisce, dopo 11 anni, l’era del commissariamento per la sanità laziale. La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera oggi all’attivazione della procedura per l’uscita della Regione dalla gestione commissariale. Nella stessa seduta, la Conferenza ha espresso parere favorevole alla delibera della Giunta regionale sul “Piano riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del servizio sanitario regionale 2019-2021”.

Sanità nel Lazio: si partiva da un “buco” di due miliardi

“Oggi è una giornata storica per la regione Lazio. Ciò vuol dire che c’è un riformismo che cambia le cose e che ha portato il disavanzo da due miliardi di euro a un attivo di alcuni milioni di euro”, commenta il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, al termine della seduta della Conferenza Stato-Regioni. “In questi anni – aggiunge Zingaretti – sono migliorati i livelli essenziali di assistenza, cioè la qualità delle cure. Ora si apre una bella stagione di assunzioni e anche di investimenti per centinaia di milioni di euro sulle infrastrutture sanitarie. Zingaretti ha anche precisato di voler “fare squadra” con i policlinici universitari che “nel Lazio sono un grande patrimonio e hanno una centralità assoluta”.

Ora sguardo al futuro

L’assessore alla Sanità e l’Integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato, ringrazia “la struttura tecnica del Mef e del ministero della Salute” che hanno “reso possibile” questo risultato. Poi ricostruisce le tappe principali del percorso: “Il Servizio sanitario regionale – ricorda D’Amato – veniva commissariato l’11 luglio del 2008 per il più grande debito italiano e un disavanzo annuale che ammontava a circa due miliardi. Quando siamo arrivati in Regione il disavanzo era ancora di circa 700 milioni di euro con l’erogazione dei Lea inadempienti. Oggi per la prima volta si è chiuso in attivo il consuntivo e i punteggi Lea sono di 30 punti sopra la soglia di adempienza. Ora occorre andare avanti. Si proseguirà – conclude l’assessore – nell’attuazione del piano di riqualificazione che rappresenterà per i prossimi due anni l’atto di programmazione sanitaria regionale”.