Farmaceutica, Roche Italia supera i 900 milioni di fatturato nel 2019 (+3,9%)

A trainare la crescita della divisione italiana del gruppo, tutte le aree ad alto tasso di innovazione. In primis l’onco-ematologia, ambito in cui si conferma player di riferimento, insieme alle performance derivate da quattro prodotti lanciati nel 2018

Roche

La divisione farmaceutica italiana di Roche ha chiuso il 2019 con un fatturato complessivo di 901 milioni di euro. A fronte di questi risultati il gruppo ha visto crescere del 3,9% il giro d’affari rispetto al 2018.

Secondo quanto riporta una nota diffusa dal gruppo, a trainare la crescita sono tutte le aree ad alto tasso di innovazione, a partire da l’onco-ematologia, ambito in cui Roche si conferma player di riferimento, ma anche grazie alle performance derivate da quattro prodotti ad alto grado di innovazione lanciati nel 2018.

“Siamo molto soddisfatti di aver chiuso il 2019 registrando nuovamente una crescita  – dichiara Maurizio de Cicco, presidente e amministratore delegato di Roche S.p.A. – la nostra risposta, a un mercato concorrenziale in continuo cambiamento, è stata l’impegno costante nella ricerca di soluzioni innovative sia in termini di prodotto, sia in termini aziendali. A questo proposito, ad esempio, abbiamo presentato nel 2019 “La Roche che vorrei”,  un nuovo modello operativo volto a garantire etica e trasparenza nella collaborazione con ospedali, clinici e associazioni pazienti, ancora fonte di diffuso pregiudizio e poca fiducia nel settore farmaceutico. Inoltre, abbiamo continuato il processo di sviluppo della nostra pipeline sempre più variegata in termini di indicazioni, prodotti e nuove molecole per patologie in cui Roche punta a fare la differenza, impegnandosi anche in aree ad alto rischio come le neuroscienze e le malattie rare, dove a breve avremo novità in ambito emofilia”.

Roche, gli investimenti in ricerca e sviluppo

La ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche mirate a migliorare e soddisfare le aspettative di salute dei pazienti e di chi se ne prende cura è un impegno costante per Roche.  Lo conferma la quota di investimenti in ricerca clinica che sale a 45 milioni, rispetto ai 40 milioni investiti negli ultimi anni.

Solo nel 2019, grazie alla collaborazione con oltre 190 centri di ricerca di eccellenza, Roche ha registrato 214 studi clinici, di cui hanno beneficiato 12 mila pazienti che hanno intrapreso un percorso di cure all’avanguardia senza alcun costo a carico delle famiglie o del Servizio sanitario nazionale. Tra le aree di maggior impegno si confermano l’oncologia, con ben 148 studi attivi, e le neuroscienze, con il coinvolgimento di quasi 1.000 pazienti e lo sviluppo di 23 studi clinici su 6 farmaci.

Sul fronte della sostenibilità del Sistema salute, area in cui da oltre un decennio Roche è precursore, l’azienda ha confermato la propria attenzione alle risorse pubbliche, continuando a realizzare progettualità, sia a livello regionale, sia nazionale, volta a evitare gli sprechi e per l’ottimizzazione delle risorse stesse. Roche ha implementato un modello per la misurazione dell’impatto economico delle sperimentazioni cliniche, che evidenzia come evitare i costi per le procedure diagnostiche, dispositivi medici e farmaci.

Anche nel 2019 siamo stati la società che ha contribuito maggiormente al payback ospedaliero – continua Maurizio de Cicco – Un sistema ancora con molte lacune, come i limiti fissati al tetto della spesa farmaceutica ospedaliera, troppo bassi rispetto alle reali esigenze del Paese.

Open innovation

Sul tema open innovation, il 2019 ha visto la conclusione della prima edizione di Roche HealthBuilders, una call for ideas indirizzata a startup, enti di ricerca pubblici e privati ed esperti di comunicazione digitale (nazionali e internazionali) con l’obiettivo di sviluppare idee progettuali digitali volte alla risoluzione delle principali esigenze, problemi e sfide quotidiane dei pazienti nelle aree dell’Oncologia, Neuroscienze e Malattie Rare. Quarta edizione invece per il premio letterario #afiancodelcoraggio

Gli obiettivi per il 2020

Per il 2020 la priorità per Roche continuerà ad essere la ricerca clinica, dove nonostante un contesto non particolarmente favorevole, la filiale italiana non cesserà di credere ed investire con l’intento di mantenere un ruolo centrale in Europa. E un’altra partita importante si giocherà nel campo dei biosimilari, terreno in cui diventa sempre più forte la presenza della concorrenza. Nonostante ciò, la risposta di Roche sarà legata al successo dei farmaci appena lanciati e alle nuove indicazioni che sono attese in campo oncologico e quello delle malattie rare.

“Il 2019 si è chiuso positivamente e guardiamo al 2020 con fiducia e ottimismo. Sarà un anno in cui presenteremo al mercato importanti novità in ambito oncologico e in emofilia. Crediamo con convinzione che i continui e importanti investimenti in ricerca siano l’unica strada per raggiungere traguardi un tempo inimaginabili”, conclude de Cicco.