Johnson&Johnson, multa da 344 milioni di dollari per la vendita di un dispositivo per le donne

Il colosso americano dovrà pagare la sanzione, comminata da un giudice di San Diego (California), dovuta alla commercializzazione ingannevole di dispositivi della rete pelvica. il device causava sanguinamento, dolore lancinante e fastidi durante i rapporti sessuali

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Johnson&Johnson dovrà pagare una multa da quasi 344 milioni di dollari  per la commercializzazione ingannevole di dispositivi della rete pelvica per le donne. Ad emettere la sentenza è stato un giudice della corte di San Diego (California), il quale si è pronunciato contro il colosso farmaceutico in relazione a una causa intentata nel 2016 dal dipartimento di Giustizia della California.

Johnson&Johnson sapeva? 

Secondo quanto sostenuto dal procuratore della California, Xavier Becerra, come riporta il New York Times, Johnson & Johnson sarebbe stata a “conoscenza del pericolo dei suoi prodotti a rete, ma avrebbe messo i profitti davanti alla salute di milioni di donne”.

Il dispositivo

I device, chiamati anche rete transvaginale, sono reti sintetiche impiantate chirurgicamente attraverso la vagina di donne i cui organi pelvici si sono afflosciati, o che soffrono di incontinenza urinaria da stress quando tossiscono, starnutiscono o sollevano oggetti pesanti.

Chi soffre di incontinenza

Si stima che tale incontinenza colpisca dal 3% al 17% delle donne e talvolta diventa grave dopo i 70 anni. Peraltro, lo scorso anno la Food and drug administration ha proibito la vendita della rete pelvica per curare il prolasso degli organi. La stessa Johnson&Johnson aveva smesso di questo dispositivo nel 2012. Tuttavia altri produttori avevano continuato a vendere tali dispositivi per il trattamento dell’incontinenza urinaria.

I disturbi più frequenti

In generale, secondo quanto scrive ancora quotidiano americano, la lamentela più comune delle donne con impianti a maglie è che possono causare sanguinamento, dolore lancinante e rapporti sessuali dolorosi. Tra l’altro, molte donne hanno subito interventi chirurgici per rimuovere gli impianti, ma alcuni di questi interventi hanno avuto altre complicazioni.