Scende in campo anche l’Ema per supportare le industrie contro il coronavirus

L'affiancamento dell'Agenzia europea dei medicinali è fondamentale perché è il primo anello della catena di approvazioni per mettere in commercio un vaccino o un farmaco. L'ente ha predisposto una mail specifica (2019-nCoV@ema.europa.eu) per consentire alle aziende di prendere contatto con i suoi esperti

Anche l’Ema si schiera ufficialmente per supportare le industrie contro il coronavirus. L’affiancamento dell’Agenzia europea dei medicinali è fondamentale perché è il primo anello della catena di approvazioni per mettere in commercio un vaccino o un farmaco. L’ente ha predisposto una mail specifica (2019-nCoV@ema.europa.eu) per consentire alle aziende di prendere contatto con gli esperti ad Amsterdam.

Approvazioni accelerate

Come già si sa le agenzie hanno da tempo un sistema di approvazione rapido in caso di urgenza. “L’Ema ha attivato il piano per le emergenze di salute pubblica – ha detto il Direttore generale Guido Rasi – e stiamo mettendo dando fondo al nostro network scientifico per dare tutti i suggerimenti del caso”. A tal proposito l’agenzia ha aperto un canale specifico attraverso cui gli stakeholder interessati a trovare una soluzione possono avviare i primi contatti con gli esperti regolatori. In aggiunta è disponibile una pagina sul sito dell’agenzia costantemente aggiornata.

La corsa al vaccino

Ora si deve solo attendere chi sarà il primo a trovare un vaccino. Intanto i pazienti già guariti sono quasi 900 e ciò lascia ben sperare a fronte di oltre 20 mila contagi e 500 morti. Come ha dichiarato Riccardo Palmisano, presidente di Assobiotec, ad AboutPharma è una corsa contro il tempo e tutti devono fare la propria parte, soprattutto nel condividere le informazioni. Questo è un punto cruciale soprattutto per le agenzie regolatorie, Ema e Fda in primis. Al momento i contatti tra Commissione europea, I centri europei di prevenzione e controllo (Ecdc) e Oms sono strettissimi nonostante la cautela. Si sa poco del virus, quindi onde evitare allarmismi inutili e pericolosi (si veda la misinformazione galoppante sulla rete), le istituzioni si muovono con i piedi di piombo, soprattutto per non urtare la sensibilità dei mercati già messi a dura prova con la chiusura di fabbriche, negozi e con le materie prime che iniziano a scarseggiare o i cui costi iniziano a calare pesante all’atto di vendita (su tutte il rame).