Hiv, alcune persone sono in grado di controllare l’infezione

Secondo i ricercatori autori del lavoro "è la prova che il sistema immunitario può sconfiggere il virus e potrebbe servire da modello per sviluppare efficaci strategie preventive e terapeutiche"

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Lo hanno inseguito per tanto tempo e ora la comunità scientifica potrebbe aver fatto un passo in più verso un ipotetico vaccino contro l’ Hiv. La novità arriva dall’Università Autonoma di Madrid, l’Ospedale Universitario di La Princesa, il Ragon Institute dell’Università di Harvard e il Massachusetts General Hospital. Il team ha infatti individuato un piccolo gruppo di persone infettate dal virus in grado di controllare spontaneamente l’infezione in assenza di trattamento, generando anticorpi efficaci contro l’Hiv. La scoperta, i cui risultati sono stati pubblicati su Cell Reports, potrebbe aprire la strada a nuove strategie di vaccinazione, come riporta l’Università Autonoma di Madrid.

Un nuovo modello contro l’Hiv

La notizia arriva proprio qualche giorno dopo il fallimento dell’ennesimo test per un vaccino contro l’Hiv. Lo studio Uhambo condotto su più di 5mila persone in Sudafrica, infatti, ha mostrato che la vaccinazione non è risultata efficace, come ha riportato il National Institute of Allergy and Infectious Diseases, parte dei National Institutes of Health (Nih) statunitensi. Secondo gli autori dello studio ispano-statunitense i pazienti coinvolti nella loro ricerca rappresenterebbero però la prova che il sistema immunitario, in linea di principio, può sconfiggere l’Hiv. “Il lavoro fornisce informazioni sui meccanismi cellulari coinvolti in risposte umorali efficaci” riporta la ricerca. “Risposte che potrebbe servire da modello per progettare futuri vaccini preventivi a base di anticorpi neutralizzanti”.

Un futuro vaccino?

I ricercatori hanno usato tecniche di analisi dell’espressione genetica come RNAseq e sistemi di coltura in vitro. In questo modo hanno identificato una rete di interazioni geniche e funzionali tra diversi tipi di cellule del sistema immunitario (le cellule dendritiche, i linfociti T e i monociti), associate a una migliore risposta immunitaria contro l’Hiv. Secondo il lavoro, sono proprio queste interazioni a facilitare un’induzione più efficiente delle cellule T follicolari. In questo modo infatti stimolano i linfociti B a produrre anticorpi che sono maggiormente capaci di riconoscere l’Hiv e di combatterlo. “I dati ottenuti in questo studio forniscono informazioni chiave su alcuni dei requisiti necessari per il controllo dell’Hiv” concludono. “Potrebbero essere utili per la progettazione di future strategie di vaccinazione”.