R&D su Covid-19, appello negli Usa: “No al monopolio”

Quarantasei membri del Congresso hanno scritto al presidente Donald Trump affinché la ricerca non venga diretta esclusivamente da uno o pochissimi soggetti imprenditoriali sfruttando finanziamenti pubblici

No al monopolio sulla R&D su Covid-19, il nuovo coronavirus che sta preoccupando il mondo e che il 21 febbraio 2020 è arrivato ufficialmente anche in Italia, nel lodigiano. In una lettera inviata alla Casa Bianca, 46 membri del Congresso hanno chiesto che la ricerca non venga diretta esclusivamente da uno o pochissimi soggetti imprenditoriali.

La richiesta a Trump

Il presidente Donald Trump è stato tirato in ballo affinché eviti di dare licenze uniche a pochissimi soggetti industriali che hanno le capacità di sviluppare un vaccino o una terapia contro il Covid-19. “Chiediamo che il vaccino o il trattamento sviluppato con i soldi dei contribuenti americani – si legge nella lettera datata 20 febbraio 2020 – sia accessibile e disponibile a tutti. Ma l’obiettivo non potrà essere raggiunto se le aziende farmaceutiche avranno l’autorizzazione a decidere i prezzi e determinare la distribuzione dei prodotti anteponendo il proprio interesse economico alle priorità di salute pubblica”.

Monopolio

“Per questo – continua il documento – è necessario che il Dipartimento di salute pubblica (Hhs) non rilasci license esclusive a industrie private per il vaccino o altri finanziamenti governativi. Con la creazione di un monopolio l’accesso ai medicinali sarebbe compromesso sprecando risorse pubbliche”. Al centro del dibattito c’è il recente accordo tra la società Regeneron e l’Autorità per la ricerca biomedicale avanzata e lo sviluppo (Barda, una branca del Hhs) per avviare una serie di indagini sul Covid-19. Secondo l’accordo Barda coprirebbe l’80% del processo (ricerca, sviluppo e produzione). Quello che stona, secondo i deputati americani, è che Barda avrebbe già pagato a Regeneron quasi nove milioni di dollari per la ricerca sul Mers, la sindrome respiratoria mediorientale. “Inoltre il governo statunitense – è scritto – ha utilizzato i fondi pubblici per indirizzare una buona parte del lavoro di Regeneron sul coronavirus (tra cui appunto, la Mers, ndr.) negli ultimi anni. Ci deve essere un limite per evitare che Regeneron monopolizzi la ricerca e colga eccessivi profitti”.

…o oligopolio?

Ma Regeneron non è l’unica società ad aver stretto accordi con Hhs. Il 12 febbraio Janssen ha annunciato una partnership con Barda anticipando Sanofi Pasteur che ha annunciato l’alleanza una settimana più tardi. Nella lettera le due aziende non vengono citate, ma rimane comunque il problema, almeno stando ai deputati sottoscriventi.

Altri studi sul coronavirus

La famiglia del coronavirus è conosciuta da tempo. Dopo l’esplosione del caso Sars 17 anni fa o la Mers, il Hhs ha continuato a pompare finanziamenti arrivando a spendere circa 700 milioni di dollari da allora. “Ci sono 25 differenti vaccini e terapie che potrebbero andare bene contro Covid-19 – scrivono i firmatari della lettera – e due terzi sono supportati da istituzioni pubbliche ed enti no-profit”.